E' la prima ricetta con la parietaria che provo, ma mi è venuta talmente bene e il sapore era talmente delizioso che nei prossimi giorni proverò anche il risotto di parietaria, le crespelle, la frittata e tutto ciò che la mia fantasia mi suggerirà.
La PARIETARIA OFFICINALIS è una pianticina molto comune che si trova praticamente dappertutto. Ama particolarmente i luoghi fortemente antropizzati. Si trova infatti lungo i muri di recinzione, ai bordi dei marciapiedi, sui ruderi di vecchie case oppure ai bordi di strade e sentieri.
Ne ho parlato anche nel mio blog personale e
qui trovate la pagine in cui descrivo dettagliatamente la pianta.
L'uso in cucina della parietaria era assai diffuso sia presso i romani che per tutto il Medioevo. In seguito all'avvento degli spinaci, la piantina è stata del tutto dimenticata e messa da parte.
Ha un sapore molto delicato e si utilizzano le foglie e i giovani getti.
Io ho raccolto un intero cespuglietto tagliando i rametti a venti centrimeti da terra. La pianta ricresce e quindi si possono fare più raccolti all'anno.
Dopo aver ben lavato due abbondanti manciate di parietaria, l'ho fatta bollire in abbondante acqua salata e poi l'ho tritata grossolanamente.
Ho sbattuto per bene due uova con un po' di sale e un pizzichino di pepe, due dita di latte, due cucchiai di olio EVO, la parietaria tritata e una bella grattata di parmigiano.
Con il composto sono riuscita a riempire per tre quarti 3 coppiglie di alluminio ben oliate che poi ho messo in forno già caldo immerse per un paio di centimetri in una teglia di acqua tiepida.
Le ho lasciate in forno per 20-25 minuti o comunque fino a che la superficie non si è ben colorata e il profumo dello sformatino non ha riempito tutta la cucina.
Prima di toglierle dallo stampo le ho lasciate leggermente raffreddare, altrimenti si distruggono e le ho servite con insalatina dell'orto, germogli autoprodotti e zucchine e melanzane grigliate che per l'ID spero siano già le mie. Forse le melanzane non faccio in tempo, ma le zucchine sicuramente le avrò!
Non mi aspettavo un risultato tanto perfetto (non li faccio mai gli sformati) e nemmeno mi aspettavo tanta bontà.
La stessa ricetta si può realizzare con l'ortica, per esempio, o con il piattello o, se non volete provarla con erbe spontanee perchè magari non vi sentite sicuri, si può fare con gli spinaci. Sono sicura che si otterrà lo stesso delizioso risultato.
Questa ricetta la inserirò sicuramente nel menù del pranzo dell'Independence Day. E' perfetta. Le uova sono quelle delle mie galline felici, la parietaria la trovo in giro per i sentieri, l'olio è quello di mio suocero e gli altri ingredienti li prenderò biologici e di altissima qualità.
Insieme allo sformatino farò anche delle verdure dell'orto: insalate e forse pomodori, zucchine grigliate e chissà, magari gia i cetrioli. Penso poi che farò anche della pasta fresca, ma di questo vi parlerò un'altra volta.
E voi, cosa avete pensato di fare per il parnzo?
Un abbraccio a tutti
Francesca