IL BLOG CONDIVISO

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantanove anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, fare delle interviste, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!
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giovedì 31 dicembre 2015

Sapete cosa sono i grassi idrogenati?



Ve lo siete mai chiesto?
Ad essere sincera io non me lo sono mai chiesta che cosa fossero e ho fatto molto molto male.
I grassi idrogenati sono grassi vegetali, in genere insaturi, che manipolati industrialmente diventano saturi (la margarina subisce questo processo, per esempio). Praticamente un processo innaturale che rende oli in genere molto economici ma facilmente deperibili più stabili, ossia meno delicati e che durano più a lungo.
Con l'idrogenazione l'olio vegetale viene portato ad alta temperatura, vengono spezzati i doppi legami di carbonio e viene inserito un atomo di idrogeno che rende la catena più stabile. A volte l'atomo di idrogeno si sposta dalla sua naturale posizione (forma CIS) e va a piazzarsi in una posizionare diversa e non prevista (forma TRANS)...
OK, detta così si capisce poco ma... credetemi, è una cosa che in natura non esiste!!!
E non esistendo in natura ovviamente non fa bene!
I grassi idrogenati producono un tipo di grasso detto Trans che il nostro corpo non riconosce e quindi non lo utilizza. Questo non solo provoca depositi di grasso che nemmeno la maratona di New York riuscirebbe a smaltire, ma sono anche grassi molto pericolosi perchè altamente cancerogeni! Inoltre sono causa di molte malattie cardiovascolari, squilibri ormonali, malattie della pelle e delle ossa e sterilità.
Accidenti Francesca, che ci dici? Penserete voi! Ma si dai, saranno grassi che si trovano solo in prodotti molto scadenti, sottomarche... oppure saranno vietati! Su, non essere tanto catastrofista!!!
Se vi dicessi che i grassi idrogenati li trovate praticamente in quasi tutti i prodotti dolciari industriali, che mi direste?
E non parlo di sottomarche ma anche di prodotti che vengono pubblicizzati tutti i giorni alla TV, prodotti che in genere consumano i nostri figli, merendine, famose creme spalmabili, biscotti e dolci da forno che se Rosita lo sapesse... poverina!!!


Quando nella lista ingredienti trovate scritto "oli vegetali" o "grassi vegetali" senza altra specificazione oppure trovate scritto "olio di palma" senza l'aggiunta di "non idrogenato", state certi che si tratta di "grassi idrogenati" al 100%, perchè se così non fosse, il produttore lo scriverebbe, non credete?
Ma perchè li usano, vi chiederete?
Per denaro, solo per denaro. I grassi idrogenati costano poco e durano a lungo e l'industria alimentare ha bisogno di prodotti che costano meno possibile ma che durino fino al prossimo secolo... alla faccia della nosta salute.
E con questo articolo saluto il 2015 e invito il 2016 nella speranza che ci trovi tutti più attenti e consapevoli perchè quello che mangiamo è importante perchè diventa parte di noi, diventa NOI.

Un abbraccio a tutti
Francesca

venerdì 18 settembre 2015

Facciamo scomparire lo zucchero...

Voglio sottoporre alla vostra attenzione questa interessante intervista a Franco berrino. E' un po' lunga ma vale la pena. (QUI per accedere all'intervista originale )


Lo zucchero e i dolcificanti artificiali andrebbero tolti dalla dieta. E questo non vale solo per i diabetici, ma per tutti noi. Franco Berrino, epidemiologo ed esperto di correlazione tra cibo e tumori, ci spiega perché zucchero & co. andrebbero fatti sparire al più presto dalla nostra alimentazione quotidiana.

Oggi il diabete è un problema grave?
Non è grave, è gravissimo. Prima di parlare di diabete, però, bisogna capire cosa sia la sindrome metabolica, che significa avere 3 o più di questi sintomi: girovita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne; ipertensione arteriosa superiore a 130 (massima) e 90 (minima); glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl; colesterolemia superiore a 200 mg/dl; trigliceridi superiori a 150 mg/dl. Chi soffre di sindrome metabolica ha un rischio di 5 volte superiore di ammalarsi diabete.

Lo zucchero è dannoso? Qual è la correlazione tra consumo di zucchero e diabete?
Il saccarosio, cioè lo zucchero, è composto da glucosio e fruttosio. Lo zucchero è dannoso non tanto perché fa alzare la glicemia, ma in quanto contiene fruttosio, che ostacola il buon funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove viene bruciato per produrre energia. Inoltre il fruttosio, contrasta la leptina, l’ormone che toglie il senso di fame e ci avverte di non mangiare più se non ne abbiamo più bisogno. Il diabetico non dovrebbe mangiare né zucchero, né fruttosio, né dolcificanti artificiali.

Altri alimenti da evitare?
Lo sciroppo di glucosio-fruttosio, che deriva dal mais. È il peggio del peggio ed è fra le principali cause di obesità negli Stati Uniti. Le industrie alimentari lo usano perché costa meno dello zucchero, si amalgama più facilmente agli altri ingredienti e rende più facile ottenere prodotti soffici. Se trovate scritto in etichetta “sciroppo di glucosio-fruttosio” non comprate quel prodotto. Ad esempio, se a Natale volete mangiare il panettone, andate dal panettiere e fatevelo preparare come si faceva una volta.

Sciroppo d’agave?
Anche in questo caso, meglio evitare. Lo sciroppo d’agave è composto al 95% da fruttosio e polimeri del fruttosio; questi ultimi andrebbero bene, ma il fruttosio libero no.

E il miele?
Il miele contiene glucosio e fruttosio libero, oltre a sostanze con valore terapeutico, basti pensare che le nonne consigliavano latte e miele per il mal di gola. È meglio dello zucchero, però comunque è molto forte. Se dovete dare una fetta di pane integrale con il miele ai vostri bambini non fatelo la mattina, ma dopo la partita di pallone, quando non c’è più traccia di zucchero nei muscoli e l’aumento di glicemia non sarà così dannoso.

Cosa ne pensa degli edulcoranti artificiali?
Le bevande zuccherate e le bevande edulcorate artificialmente fanno venire il diabete. Uno studio su 100 mila insegnanti francesi ha dimostrato che anche chi assumeva bevande “ZERO”, cioè senza zucchero, ma con edulcoranti artificiali, si ammalava di più di diabete. Questi dolcificanti non fanno “sballare” la glicemia, ma aumentano l’assorbimento del glucosio. Lo stesso probabilmente vale per la stevia, di cui oggi si parla tanto. La questione cruciale è proprio l’intensità di gusto dolce: nell’intestino abbiamo sensori per il gusto che quando arrivano sostanze centinaia di volte più dolci dello zucchero fanno aprire le porte per l’assorbimento del glucosio. Paradossalmente la glicemia potrebbe salire di più se dolcifichiamo con la stevia - 200 volte più dolce - che con lo zucchero.

Con cosa possiamo sostituire lo zucchero?
Su questo punto vorrei essere chiaro: non si tratta di trovare un sostituto, ma di abituarsi a gusti meno dolci. Ciò vale per tutti, non solo per i diabetici. Chiediamo all’industria alimentare di almeno dimezzare l’intensità di dolce dei prodotti.

Però i dolci sono buoni...come si fa a preparare dolci a basso indice glicemico?
Con la frutta secca, ad esempio: l’uvetta sultanina, le albicocche secche possono essere ottimi dolcificanti. Anche una mela o una pera sono naturalmente dolci e possono entrare a far parte di un dessert. Ogni tanto si possono utilizzare i malti - di riso o d’orzo - che contengono maltosio e maltodestrine, che hanno sì un indice glicemico elevato, ma il vantaggio di non contenere il fruttosio. L’importante è che siano accompagnate da un grasso, come un buon olio di oliva o una crema di mandorle, noci o pistacchi, che rallentano la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.

Ci suggerisce una ricetta semplice?
Ad esempio mescolare farina di mandorle, un pizzico di sale e purea di batata - la patata dolce americana - o composta di mele, farne dei biscotti da far asciugare al forno. Oppure far cuocere il miglio nel succo di mela, sempre con un pizzico di sale, farne delle palline e poi rotolarle nel cacao amaro. Ricordate che nei cioccolatini sono latte e zucchero a far male, non il cacao.

Qualche altro alimento da evitare?
La farina 00 è uno dei principali veleni della nostra alimentazione. L’industria e la grande distribuzione preferiscono la farina 00 perché non va mai a male. Meglio consumare farine integrali o semi integrali. Facciamo il pane come una volta, con il grano macinato, acqua e poco sale.

Si fa abbastanza a livello mondiale per combattere il diabete?
Qualcosa si sta muovendo. Penso ad esempio alla campagna di Michelle Obama Let’s move! e all’annuncio del Department of Agricolture americano, che ha dichiarato che entro due anni sarebbero stati tolti dalle mense scolastiche i cibi che avessero come primo ingrediente un cereale raffinato. Non so se queste misure abbiamo avuto successo, ma sono iniziative meritevoli. La strada, però, è ancora lunga e c’è bisogno di svegliare le coscienze, difendendo la salute al di là degli interessi dell’industria alimentare.

Come deve essere un’alimentazione sana?
È molto semplice: deve basarsi su cereali integrali, legumi, verdura e un po’ di frutta. Attenzione, ho detto “integrali”. Io stamattina ho mangiato una crema di riso e orzo perla, con miso, a pranzo un tortino di miglio con fagioli azuki e lenticchie e a cena una minestra leggera con verdure e un dolce. E poi la pasta e fagioli, che è un piatto meraviglioso della nostra tradizione. Amo il dolce e mangio un dolce al giorno, senza zucchero naturalmente. Mi piace la mela cotta con il kuzu, un amido che si ricava da una radice che vive nelle profondità della terra, oppure i muffin e le crostate senza zucchero, dolcificate con albicocche secche, frutta e uvetta sultanina.

Proteine animali proprio mai?
Diciamo che non sono integralista. Ad esempio a Pasqua ho mangiato un uovo, ma era l’uovo di una gallina felice. Poi , quando vado sull’Himalaya, mi capita di mangiare il pollo, ma anche in questo caso si tratta di un animale che ha vissuto libero all’aperto. Oggi l’allevamento intensivo è terribile e sottopone gli animali a condizioni dolorose e innaturali. E il prodotto di un animale che ha vissuto in quel modo non è salutare per l’uomo. Non ne faccio tanto una questione di etica, ma di buon senso.
Che senso ha mangiare cibi innaturali?

Vegetarianesimo, veganesimo, macrobiotica, attenzione al biologico...cosa ne pensa?
Sono movimenti che stanno sensibilizzando le persone sulla necessità di diminuire il consumo di carni rosse, di eliminare gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri o coltivati con l’utilizzo di pesticidi. Ma come dicevo non sono un fanatico di niente, perché per stare bene dobbiamo essere flessibili e ogni tipo di rigore non fa bene alla salute. Alcuni vegetariani, ad esempio, non mangiano correttamente perché eccedono nel mangiare latticini, alcuni vegani mangiano troppi zuccheri. Benissimo essere vegetariani o vegani, ma con competenza e criterio.

Già che abbiamo toccato l’argomento, di latte e latticini cosa ne pensa?
Che bisogna andarci piano. Non ci sono raccomandazioni nel Codice Europeo contro il Cancro che riguardano i latticini, perché gli studi scientifici non sono univoci, ma non dimentichiamo che il latte che beviamo oggi non è lo stesso che c’era una volta. Oggi le nostre mucche sono nutrite con cibo proteico per giungere a produrre fino a 50 litri di latte al giorno, fino a 100 litri se trattate con l’ormone della crescita, illegale in Europa, ma i NAS sanno bene che succede. Non ho niente contro il latte vero, ma contro il latte falso sì. Poi bisogna smetterla con le pubblicità che dicono che bere latte e mangiare latticini previene le fratture: non è vero, nessuno studio scientifico ha confermato questa tesi.

Quali sono i cibi che ingrassano di più?
Le patatine fritte dei sacchetti, le patate, i salumi, la carne, le bevande zuccherate, le farine raffinate e i dolciumi commerciali. E poi bisogna sempre stare attenti alla quantità, anche un cibo “sano”, se mangiato in eccesso, ingrassa. Per restare sani è bene rispettare la varietà dei cibi che la natura ci offre.

Cos’è per lei la salute?
La capacità di reagire ai cambiamenti dell’ambiente esterno e di adattarci, la capacità di essere flessibili e di vivere in armonia con la natura.

Si fa abbastanza nelle scuole?
No, e purtroppo nelle scuole si vedono sempre più distributori automatici che contengono bibite zuccherate, dolcificate, patatine e cibo spazzatura. Lancio un appello: bisogna introdurre l’educazione alimentare nelle ore di lezione di bambini e ragazzi e, soprattutto, bisogna tenere le industrie alimentari fuori dalle scuole. I Governi non devono delegare i programmi di educazione alimentare alle industrie.

Un caso positivo che fa sperare?
Posso fare l’esempio di Milano Ristorazione, che fornisce ogni giorno più di 80 mila pasti ai al giorno, tra cui molti nelle scuole. Ha tolto il prosciutto cotto dai menù, ha ridotto la carne da 12 a 8 volte al mese, ha introdotto il pane e la pasta integrali e biologici, le carote e le finocchi a spicchi prima del pasto, due minestre di legumi e un tortino di legumi a settimana. Un bel passo avanti, bisogna continuare su questa strada.

Ma si può conciliare la logica del profitto con la sana alimentazione?
Con la logica del profitto fine a se stesso no, ma con la logica del giusto profitto sì. Cambiare è possibile e bisogna crederci, lavorare e avere speranza. Ad esempio si può studiare un modo alternativo di conservare carni e salumi, senza usare i nitriti, che sono dannosi. Penso ad esempio alla foglie di shiso, che contengono un naturale potere conservante e vengono utilizzate per l’umeboshi, un popolare condimento della cucina giapponese. Le soluzioni ci sono, basta volerle trovare.

domenica 16 agosto 2015

Ma latte e formaggio fanno bene alle ossa?

Quante volte ci siamo sentiti dire da genitori, nonne, parenti e amici che il latte e il formaggio fanno bene alle ossa?
Io almeno un milione di volte.
E quante volte alla Tv medici, opinionisti o la pubblicità ci hanno inviato messaggi più o meno espliciti, invitandoci al consumo di latte e formaggi per il bene delle nostre ossa, per evitare le fratture o per prevenire l'osteoporosi soprattutto nelle donne in menopausa?
Anche in questo caso... un milione di volte.
Allora, vi invito a prendere visione di questo video del Prof. Berrino!!!
Il messaggio in sostanza è questo: se volete davvero rinforzare le vostre ossa, dovete mangiare verdura ed eliminare o ridurre drasticamente la carne!!!
Un abbraccio

Francesca


venerdì 8 maggio 2015

Marcia indietro!!!

Avevo aperto la pagina Facebook per l'INDEPENDENCE DAY ma, dopo poco più di una settimana, l'ho chiusa!!!
Facebook proprio non fa per me. Preferisco il blog!!!
Certo, magari siamo di meno, sicuramente ho minore visibilità ma Facebook è una piazza troppo grande per i miei gusti, troppo dispersiva.
Mi ero resa conto che il blog veniva trascurato. Avendo a disposizione per stare su internet un tempo limitato, finiva che lo esaurivo tutto su FB, rispondendo a richieste di amicizia e messaggi di sconosciuti.
No, no... Stamattina ho disattivato la pagina. Si torna alle origini!!!


venerdì 24 aprile 2015

Berrino: "Il cibo di EXPO non fa bene alla salute"

Elyely del blog Elylife mi segnala questo importante articolo che riporto integralmente. Dopo averlo letto la mia perplessità sull'EXPO MILANO 2015 si fa sempre più forte. Grazie Ely per questa segnalazione.

 BERRINO: "Il cibo di EXPO non fa bene alla salute"

Il professor Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano e da sempre impegnato sul fronte dell’alimentazione sana, ha parole durissime per Expo 2015, a pochi giorni dalla sua apertura.

Berrino: “Il cibo di Expo non fa bene alla salute”
Che l’Expo si ritrovi in una formidabile contraddizione è cosa risaputa: a fronte della missione “Nutrire il pianeta”, presenta infatti sponsor come McDonalds’, Coca Cola, Ferrero e altri che o con il cibo non sano o con la devastazione dei territorio hanno parecchio a che fare.  E il professor Berrino mette il dito sulla piaga e lo fa con un’intervista in onda sulla televisione La Cosa. «Expo sarà una grande fiera di promozione di cibi che non fanno bene alla salute – dice - Vorrei ricordare che il Codice Europeo per la Prevenzione dei Tumori dice di evitare il consumo di bevande zuccherate, di evitare il consumo di carni conservate, di limitare il consumo di cibi ad alta densità calorica, cioè molto ricchi di grassi e di zuccheri, di limitare il consumo di carne rosse. E allora io mi chiedo: “ma nella ristorazione che ci sarà all’Expo ci saranno le bevande zuccherate? ci saranno le carni conservate?” Se ci saranno chiediamoci che senso ha, che senso ha questa Expo. Nutrire il pianeta di che cosa?».
Expo senza cibo biologico
«Lo slogan di Expo dice “nutrire il pianeta“. La cosa che mi ha colpito è che tra i tavoli tematici non ce n’è uno in cui si discuta del biologico. E’ strano. Mi ha colpito. Avrei scommesso che ci sarebbe stato perché oggi anche le grandi industrie multinazionali chimiche investono nel biologico perché comincia a essere uno dei pochi settori dell’economia agraria che è in crescita. Per cui pensavo che avrebbero in qualche modo promosso il biologico».
I terreni agricoli cementificati di Expo
«Alcuni anni (nel 2009, ndr) fa erano stati fatti “gli stati generali dell’Expo” e c’era stato un discorso applauditissimo di Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food, che diceva “che non un ettaro di terreno agricolo sia cementificato per l’Expo, che non un kilowatt di energia per l’Expo derivi da altro che energia rinnovabile”. Un monito interessante. Ma questa energia per la vita da dove viene? Da quale energia viene l’energia dell’Expo?».
Il paradosso dell’abbondanza
«Le parole sensate le ha dette il papa. Papa Francesco ha parlato del paradosso dell’abbondanza, il paradosso per cui si produce una quantità enorme di cibo che potrebbe nutrire dieci miliardi di persone eppure ci sono persone che non hanno cibo. E papa Francesco ha dato delle raccomandazioni anche, delle raccomandazioni di concretezza. Del tipo: non lavoriamo sull’emergenza, lavoriamo sulle cause. E la causa principale della fame è l’iniquità e iniquità dipende dal nostro sistema economico».
Il numero di maggio di Terra Nuova dedicherà un intero dossier ad Expo 2015: non perdetelo.
Il professor Franco Berrino sarà ospite del festival di Terra Nuova alla Versiliana, che si terrà il 6 e 7 giugno prossimi. Presenterà il suo libro “Il cibo dell’uomo” e parlerà di prevenzione delle malattie con l’alimentazione.

mercoledì 15 aprile 2015

La scelta degli sponsor!!!

Ho letto un articolo ieri sera che mi ha un po' disilluso sia sull'utilità dell'EXPO di Milano e sia sulla sua sincerità ( clicca qui ).
Lo sapevate per esempio che tra gli sponsor della manifestazione ci sono anche Mc'Donalds e Coca Cola?
Si, proprio Mc'Donalds, che passa proprio in questi giorni in televisione uno spot contro uno dei nostri piatti nazionali ( ecco il video ) e proprio Coca Cola, la cui politica commerciale è assai discutibile  come discutibile è la salubrità del prodotto.
Non so, sono un po' perplessa. Ma perchè non hanno chiesto anche alla Monsanto di sponsorizzare l'EXPO MILANO 2015??? A questo punto ci stava!!!
Lo slogan della manifestazione è arcinoto: NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA...
ma se l'intenzione è quella di nutrire il pianeta con l'Happy Meal, le patatine fritte e la Coca Cola, che certo molto sani non sono, io non ci sto e boicotto l'Expo'.


Intendevo andarci ma adesso ho deciso di ignorarlo perchè anche la scelta degli sponsor è importante e indica la direzione verso cui stiamo andando e sinceramente non mi piace neanche un po'!!!
E voi, che ne pensate?
A presto

Francesca

lunedì 6 aprile 2015

C'è biologico e BIOLOGICO

Un articolo apparso sul sito di Amos ( clicca qui ) mi ha dato parecchio da pensare.
Quando mi capita di andare al Supermercato (perchè ci vado al supermercato, sapete!!! Ancora non sono riuscita a farne del tutto a meno!!!) vedo spesso sugli scaffali prodotti biologici di case che producono anche alimenti non biologici.


Ho sempre pensato: "Che bello... fanno anche il biologico... qualcosa sta cambiando..." ma a pensarci bene questo è solo un modo per cavalcare un' onda, rispondere ad una domanda ma in realtà queste case non credono per davvero al Biologico.
Se ci credessero sul serio convertirebbero tutta la loro produzione al biologico, non credete?
E' solo un modo per accaparrarsi un po' di clienti in più!!!
Mi chiedo: biologici questi prodotti lo saranno di sicuro ma... fino a che punto?
Ci sono dei livelli minimi richiesti affinchè un prodotto venga definito biologico e se è solo per ottenere una certificazione non ho dubbi che queste case non si sono spinte oltre i livelli minimi richiesti.
Meglio di niente, dico io... e forse lo direte anche voi... ma io preferisco fidarmi di quelle ditte che fanno biologico da sempre, da prima che questa diventasse una moda, che fanno biologico da quando fare biologico era ritenuta una follia, una eccentricità, una cosa da esaltati naturalisti.
Voglio premiare chi ci ha cerduto sul serio, chi ha rischiato per il biologico, chi ha sfidato le convenzioni, chi è stato pioniere di questo mondo.
E voglio premiare le ditte che fanno biodinamico, che rispettano la terra, che la nutrono e che la rendono più ricca.


Ho acquistato qualche volta le gallette di riso o lo yogurt di quella tale marca che fa anche convenzionale ma non mi ero mai soffermata a pensare che c'è biologico e BIOLOGICO e anche se dovrò spendere qualcosina di più preferisco "votare" quella ditta che fa biologico non per accaparrarsi una fetta di clientela in più ma che ci crede davvero in un mondo migliore!!!

A presto
Francesca

lunedì 9 marzo 2015

Questo è Amos...

Ecco l'intervista ad Amos Boilini, un ragazzo che ha fatto della divulgazione delle aberrazioni e degli inganni dell'industria alimentare la sua missione. La sua storia è interessantissima e vi invito non solo a leggere questa intervista ma anche a seguirlo sui suoi siti citati più sotto. Buona lettura a tutti.  


 1. Cominciamo con alcune semplici informazioni: dove vivi e cosa fai nella vita.
Vivo in provincia di Modena, in campagna disperso tra le colline dove la tranquillità regna sovrana, lontano dal traffico e dallo stress cittadino. Nella vita faccio diverse cose, principalmente mi occupo di salute, collaboro con diversi professionisti del settore allo scopo di diffondere nel modo migliore conoscenze che possono essere utili per la salute di ogni persona.

2. Come è nata la tua attenzione e la tua sensibilità nei confronti dei prodotti alimentari?
Diversi anni fà, quando avevo 23 anni è iniziata per me una fase piuttosto particolare della mia vita: nonostante la giovane età ho iniziato a sentirmi sempre meno in forma fino a stare davvero male. È stato in quel periodo che ho analizzato la mia vita alla ricerca di cosa stavo sbagliando. L'alimentazione era di certo una fra le cose che stavo sbagliando di più!
Pian piano ho imparato e applicato sempre più cose fino a risolvere completamente i miei problemi di salute. Da allora vedo il cibo in modo molto diverso rispetto a prima e sento l'esigenza di sapere cosa sto mangiando e cosa farà al mi organismo una volta ingerito... (Per chi fosse interessato in questa pagina trovate tutta la storia completa legata a questo periodo difficile che ho passato )

3. Tu sei riuscito ad eliminare dalla tua vita i prodotti industriali o ci sono prodotti dai quali non si riesce a sfuggire?
Non esistono prodotti dai quali è impossibile sfuggire, sicuramente però esistono prodotti che risultano più difficili da eliminare dalla dieta. Personalmente mi capita molto raramente di mangiare prodotti industriali, direi che l'unico prodotto semilavorato che continua ad essere presente sulla mia tavola è la pasta (di farro integrale e biologica ).
Credetemi, è possiible cambiare alla base la propria dieta, l'importante è volerlo e magari essere appoggiati dai diversi componenti della famiglia: una corsa solitaria risulta sempre più difficile...

 4. Dove fai la spesa? Da chi ti rifornisci?
Per quel che riguarda la frutta e le verure fresche e di stagione mi servo da un piccolo contadino che mi sono trovato qui nella mia zona, si tratta di una di quelle persone che non fa biologico perchè và di moda ma piuttosto lo fa perchè ci crede, perchè vuole produrre alimenti sani e naturali.. Parte dei cereali e dei legumi li acquisto anche questi presso coltivatori qui della zona. Il resto dei legumi e dei cereali li acquisto all'ingrosso presso il consorzio agribosco (che consiglio a tutti: http://www.agribosco.com/ ) Questi ingredienti sono la base della mia alimentazione. Le poche cose che mancano come ad esempio la pasta la acquisto in un semplice negozio biologico della mia zona. Ne approfitto anche per suggerire a tutti un elettrodomestico a mio parere indispensabile per seguire una sana alimentazione e al contempo risparmiare: il mulino casalingo. Si tratta di un piccolo mulino che ti permette di realizzare, partendo dai cereali integrali, qualsiasi tipo di farina, puoi anche produrre la farina di ceci di lenticchie etc. Davvero insostituibile. questo è quello che utilizzo io

5. Parlaci dei tuoi siti "Cibi da evitare" e "Miglioriamoci". Chi sono i tuoi collaboratori?  Miglioriamoci.net rappresenta il cuore pulsante di tutta la mia attività, si tratta di un blog nato nell'ormai lontano settembre 2011 che oggi raccoglie centinaia di articoli su salute, alimentazione, consapevolezza. Credo si tratti di una risorsa preziosa per tutti coloro che desiderano dare una svolta alla loro vita ma non sanno bene da dove cominciare! Cibidaevitare.it rappresenta una porta di ingresso privilegiata al mondo di Miglioriamoci.net con una serie di lezioni semplici ma incisive sul mondo del cibo industriale per iniziare davvero a difendere la propria salute. Collaborano con me principalmente Il chinesiologo Marco Corti fondatore del Metodo MC,  Anna Bononcini naturopata, Lucie Voborovà esperta in oli essenziali e naturalmente la mia anima gemella, la mia compagna ormai da più di 12 anni Alice Boccaleoni massagiatrice shiatsu e mia grande ispiratrice :-)

6. Questo tuo cambiamento nello stile di vita ti ha ridato la salute e questo è già un risultato magnifico. In quale altro modo è cambiata la tua vita? Intendo riferirmi a relazioni con il prossimo, ritmi, priorità, rapporto con il lavoro...
Sicuramente sono cambiati di molto i ritmi ho imparato a mettere sempre davanti a tutto la salute e questo fa sì che molte cose cambino, si inizia a vedere ogni cosa da un punto di vista diverso e tutto risulta più rilassato... Anche se questa condizione ideale, per dire la verità, a volta ancora mi sfugge :-)


E adesso vi invito a prendere visione di questo simpaticissimo video che, al di la del tono leggero, ci fa scoprire però una cosa incredibile. Io sono rimasta a bocca aperta!!!! Guardatelo!!!

giovedì 19 febbraio 2015

Quanto sei dolce, caro zucchero!!!!

Perchè nel regolamento dell'Independence Day vi ho chiesto espressamente di non utilizzare lo zucchero bianco? Semplice, perchè è un veleno!!!
ESAGERATA!!! Direte voi.
No, no... non esagero affatto.


Studi recenti hanno dimostrato che lo zucchero raffinato danneggia permanentemente la memoria (altro che "Il cervello ha bisogno di zucchero, lo zucchero è pieno di vita" come recitava una vecchia pubblicità!!!).
Lo zucchero modifica il metabolismo, aumenta il rischio di diabete e crea problemi al fegato e anche al cuore. Studiosi statunitensi hanno dimostrato che il consumo di zucchero raffinato aumenta grandemente il rischio di contrarre malattie cardiache.
Inoltre è dimostrato che lo zucchero crea dipendenza, alla stregua di una droga.
Sarebbe quindi utile e necessario per la nostra salute eliminare dalla  dieta tutti quegli alimenti che contengono zuccheri... ma se ci fate caso e leggete le etichette dei prodotti industriali, quasi tutto contiene zuccheri aggiunti!!! Aimè!!!
Soprassediamo poi sul metodo di lavorazione e sbiancamento, su cui già molto è stato detto e scritto. Vi basti sapere che ogni volta che ingerite o fate ingerire ai vostri figli dello zucchero bianco, state ingerendo in realtà una miscela di calce, resine, ammoniaca, acidi vari e un po' di barbabietola da zucchero!!!
Io personalmente da qualche tempo utilizzo un estratto di Stevia...


...lo zucchero di canna integrale biologico, e anche questo con moderazione...


... e il miele artigianale, che acquisto al mercato della Coldiretti.


Insomma, questo per dirvi che le alternative allo zucchero raffinato ci sono... Utilizziamole... e anche queste comunque con moderazione!!!

E adesso vi saluto e vi invito ad aderire alla Giornata dell'Indipendenza Alimentare e dell'Autoproduzione.
A presto
Francesca

martedì 10 febbraio 2015

I codici delle uova

Sembra incredibile, ma c'è ancora qualcuno che non si è accorto che le uova acquistate riportano stampigliato sul guscio un codice. Oppure, se anche l'hanno visto, non si sono posti il problema di capire di che cosa si tratta.
Io non compro uova da quasi un anno. Prima me le passava la mia vicina di casa, che ha circa 30 galline, poi ho deciso di prendere delle galline mie.
Ve le presento: Rosita, Bianca e Vladimir.

da sinistra: Bianca, Vladimir e Rosita
Non immaginavo che le galline potessero avere una personalità e un carattere ben definito, ma vi assicuro che è così. Vladimir, per esempio (il nome inganna ma è una gallina!!!) è curiosissima, appena trova la porta di casa aperta si intrufola subito. Quando porto la pappa, con piccoli voli cerca di afferrare il cibo prima che lo metta nella mangiatoia.
Bianca è timidissima. Sta sempre in disparte, spesso razzola tutta sola soletta, è molto elegante e signorile, mai scomposta, educatissima.
Rosita fa tutto quello che fa Vladimir, la segue come un' ombra anche se non riesce ad essere altrettanto indiscreta. E' quella che dimostra meno carattere di tutte ma fa delle uova enormi!!!
E poi allevarle è davvero facilissimo. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovarci il pollaio bello e pronto, ma per chi vive in campagna e ha un pezzo di terra, esistono anche pollai prefabbricati in legno davvero molto carini.


Le galline poi mangiano di tutto. Le mie in particolare mangiano granaglie miste, scarti di verdura (quindi le foglie più esterne dei cespi di insalata, la parte scartata dei finocchi, gli avanzi dei cavolacei...), le nostre rimanenze di pane e pasta e poi, per il resto, si arrangiano.
Siccome razzolano tutto il giorno nell'aia, dove hanno a disposizione uno spazio vastissimo con anche un prato, mangiano tutto il giorno non so bene cosa. Insetti forse, ma anche erbette, germogli e forse sassolini.
...E pensare che avevo paura delle galline!!! Adesso le adoro. le prendo in braccio senza difficoltà e a volte anche le coccolo! Mio marito e i miei figli mi prendono in giro, ma io non posso non dare loro una carezza o scambiare quattro chiacchiere!!!

A volte mi viene da pensare alle galline degli allevamenti... e qui si ritorna al discorso dei codici!
Le uova parlano perchè quel codice contiene importantissime informazioni che noi non possiamo ignorare.
Ecco un esempio di codice.


Il primo numero indica il tipo di allevamento e, a mio parere, è l'informazione più importante.
Ci sono quattro tipo di allevamento:



Le due lettere che seguono indicano il paese di provenienza delle uova. In questo caso Italia.
I tre numeri che seguono indicano il Comune di produzione, seguiti da due lettere che indicano la Provincia. nel nostro caso Treviso.
Gli ultimi tre numeri indicano l'allevamento.
E poi naturalmente abbiamo la data di scadenza.


Quando ancora non avevo le mie bellissime galline, quando acquistavo delle uova prediligevo sempre quelle con il codice 0 (si trovano anche al supermercato!!!) o se proprio non le trovavo, prendevo quelle con il codice 1. Se non c'erano ne' queste ne' quelle, non compravo le uova!!!
Ma perchè, direte voi?
Analizzate attentamente queste immagini.


Qualche volta sulle confezioni di certi prodotti trovate scritto "con uova di galline allevate a terra", come se questo fosse un vanto... ma non lasciatevi ingannare.
In realtà l'allevamento a terra è una bufala, perchè se è vero che le galline non stanno in gabbia, però vivono in capannoni chiusi senza accesso all’esterno, la densità di popolazione è di circa 12 galline per metro quadrato al massimo (e non ho dubbi che gli allevatori raggiungano sempre questa densità massima!!!). Le galline hanno difficoltà a muoversi, non vedono mai la luce del giorno, le luci elettriche sono sempre accese e viene loro tagliato il becco per evitare che si feriscano a vicenda.
E vi siete mai chiesti che cosa mangiano? Non oso immaginarlo. O quanti medicinali vengono somministrati a queste povere creature?
Bello vero? Ma dove sta il vanto?
Per non parlare poi dell'allevamento in gabbia! Qui il livello della nostra barbarie ha superato ogni limite. Le galline vivono in gabbiette piccolissime, il loro spazio vitale è minore di un foglio A4, le gabbie sono impilate una sull'altra fino a sei piani, le gabbie sono stipate in capannoni con ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione di uova, le galline non possono muoversi, non possono battere le ali, si feriscono le zampe perchè non hanno un fondo morbido su cui posarsi, non hanno un nido per fare le uova o un posto dove dormire, anche a loro viene tagliato il becco per non farsi del male a vicenda e siccome sono sfruttate all'osso, spesso si ammalano e muoiono molto prima di quanto la natura ha stabilito. Cosa mangeranno? Tartufi sicuramente!!! E quante medicine anche a loro verranno somministrate? E poi, vi siete mai chiesti che fine fanno, negli allevamenti di galline ovaiole, i pulcini maschi?
Scusate, ma io queste uova non le voglio mangiare e spero che da oggi le rifiutiate anche voi.
Mi chiedo poi quanto queste uova possano essere sane!!!
Se sempre più persone richiederanno uova biologiche o uova di galline allevate all'aperto, alla fine gli allevatori dovranno adeguarsi alla richiesta, ma se noi continuiamo ad acquistare ciecamente uova con codice 2 o 3, questi tipi di allevamenti continueranno ad esistere.
Io vorrei un mondo popolato da galline felici!!! 
E' un sogno?

A presto
Francesca

lunedì 9 febbraio 2015

Parliamo di insalata in busta

Confesso, anche io ogni tanto le ho comprate ma da quando ho l'orto e ho scoperto che fuori da casa mia il vigneto mi regala quantità industriali di valerianella selvatica, ho smesso di acquistarle.
A dire il vero, non mi sono mai particolarmente piaciute, ma sono pratiche e veloci.

Pratiche e veloci... paroline magiche che sembra aprano la porta ad un sacco di aberrazioni alimentari. Pratici e veloci sono anche i surgelati, i precotti, i saccottini magici, i preconfezionati... ma che prezzo paghiamo in termini di salute in cambio della praticità e della velocità?

Ecco qui le prime righe di un articolo trovato sul sito associazionedifesaconsumatori

INSALATE IN BUSTA, IL GRANDE IMBROGLIO
Si scrive “pronte da consumare”, si dovrebbe leggere “lavare accuratamente prima di consumarla”. A dispetto delle indicazioni riportate sulle confezioni, le insalate in busta – tagliate, lavate e asciugate – richiedono un ulteriore lavaggio domestico. Necessario per diluire la carica microbica.

Uno studio pubblicato dal settimanale il Salvagente e condotto dall’Università di Torino su 100 buste di insalata pronta ha infatti denunciato elevate quantità di microrganismi di varia natura. Una carica che in pochi giorni cresce in misura esponenziale. Con due conseguenze: un aumentato rischio di tossinfezione alimentare quando sono presenti microrganismi patogeni; e un deperimento del prodotto in tempi troppo rapidi, ben prima della scadenza indicata sulla confezione in 5-7 giorni.

Cliccate qui se volete leggere l'articolo completo.

Capisco che tanta gente va di fretta... il lavoro, la famiglia, gli impegni... ma non venitemi a dire che non avete una decina di minuti a disposizione per prepararvi da soli una insalata fresca!Non ci credo!!!
E non parliamo poi del costo! Al chilo l'insalata in busta costa molto ma molto di più della stessa insalata comprata fresca e sfusa.

Io personalmente amo tantissimo le insalate, altrimenti il blog non si sarebbe chiamato così!!!, e mi piace mescolarle tra loro.
Ho la fortuna di lavorare a Udine nei pressi di Piazza XX Settembre, dove ogni mattina c'è un mercato diverso. Il lunedì e il giovedì, in particolare, c'è il Mercato della Coldiretti che porta avanti il progetto di Campagna Amica.


I banchetti sono molto piccoli, a volte con pochi prodotti, ma vi renderete conto all'istante che sono tutti prodotti di stagione e assolutamente freschissimi. La frutta e la verdura viene raccolta la sera prima per essere venduta la mattina dopo. E dietro ai banchetti spesso c'è lo stesso agricoltore, colui che quelle stesse verdure le ha seminate, curate, viste crescere e raccolte.
Clicca qui per accedere al sito della Fondazione Campagna Amica e clicca qui per sapere se c'è vicino a casa tua un mercatino di Campagna Amica.
Ogni volta che riesco, appena esco dal lavoro, mi fermo ad un banchetto e compro della verdura fresca. Compro anche l'insalata. Adesso che è inverno, trovo le insalate amare con la radice ma anche insalate più dolci, variegate, tenere tenere.


Una volta a casa ci metto davvero poco a lavarle perchè non bisogna star tanto a selezionare. Sono talmente fresche e belle che il lavoro è velocissimo.


Una veloce asciugatura, nella terrina, un po' di olio EVO, un po' di aceto di mele, poco sale e l'insalata e pronta.
Buonissima, fresca e sana.
E adesso ditemi voi se a questa insalata meravigliosa, raccolta il giorno prima, fresca e croccante preferite questa...

... che magari arriva da lontano, non si sa bene quando è stata raccolta ed è rimasta chiusa non si sa bene quanto tempo dentro un sacchetto di plastica.
Be, io non ho dubbi su quale sia la mia preferenza!!!

Alla prossima
Francesca