IL BLOG CONDIVISO

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantanove anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, fare delle interviste, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!
Visualizzazione post con etichetta piante spontanee. Mostra tutti i post
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lunedì 28 marzo 2016

Primavera selvatica

La primavera per me, ma non solo per me, significa raccolta di piante spontanee e pranzi e cene all'insegna della salute!
Ecco allora che oggi vi propongo un paio di ricette semplici e veloci da fare con le erbe spontanee di stagione.
Del risotto con gli asparagi selvatici vi avevo già parlato l'anno scorso (CLICCA QUI ) ma è un MUST di questo periodo e quindi vi invito a rileggere il post che avevo pubblicato.
Nella mia zona ne trovo davvero tanti di asparagi selvatici, quelli veri ossia gli Asparagus Acutifolia, e la cosa che mi riempie di stupore (e sotto sotto anche di grande gioia) e che non li raccoglie nessuno, a parte me!!! Quindi ho l'opportunità di trovarne sempre a sufficienza per un bel risotto!!!


Li tagliuzzo fini fini e poi li faccio saltare per pochi minuti in padella con olio e un po' di salsa di soia...


Faccio cuocere il riso integrale a parte e poi unisco riso e asparagi selvatici e faccio saltare in padella.
Servo ben caldo senza aggiungere parmigiano perchè mi piace sentire il sapore dell'asparago.


Chi non conosce il TARASSACO?


Sapete, per quanto comune e conosciutissimo, si fa ancora una grande confusione poichè sono davvero tante le piante che gli somigliano. Per fortuna tutti i "sosia" del tarassaco sono commestibili, quindi la confusione non è molto grave!!!
Novanta volte su cento, se chiedete a qualcuno come mangia il tarassaco vi dirà: "Bollito con olio e limone". Si, buono non c'è che dire ma bollito il tarassaco perde gran parte delle sue proprietà, che si disperdono nell'acqua di cottura.
Ecco un modo diverso per prepararlo.
Fate soffriggere mezza cipolla dorata in un po' di olio di oliva, quando la cipolla è inbiondita aggiungete una piccola patata tagliata a listarelle sottili e lasciate cuocere per qualche minuti. A questo punto aggiungete il tarassaco lavato per bene e tagliuzzato grossolanamente.
Aggiungete un po' di brodo vegetale, acqua quanto basta per ammorbidire e lasciate cuocere per dieci, quindici minuti aggingendo acqua se serve.


Il risultato sarà un piatto sano, pieno di proprietà e non troppo amaro, perchè la cipolla e la patata avranno smorzato il sapore amaro del tarassaco!
Provare per credere!!!

Ed ecco per oggi l'ultima ricettina selvatica: lo SFORMATO DI GERMOGLI DI LUPPOLO.
Detta così sembra chi sa che... ma in pratica è una frittata dentro le coppiglie!!!!
Prendo una bella manciata di germogli di luppolo...


... li tagliuzzate con un coltellino ben affilato e li fate saltare in poco olio in una padella antiaderente.
Mettete in una terrina e aggiungete un paio di uova di gallina felice e sbattete per bene.


Regolate di sale e riempite un paio di coppiglie ben oliate.


Prendete una pirofila, riempitela di acqua, adagiate all'interno le coppiglie in modo che l'acqua arrivi circa a metà della coppiglia e mettete in forno ben caldo. Lasciate cuocere per una ventina di minuti o fino a che lo sformatino, che nel frattempo si sarà gonfiato, non ha fatto una bella crosticina dorata.
Togliete dal forno, con un coltello staccare lo sformatino dallo stampo e servire caldo.


Ed ecco il mio pranzo: tarassaco con patate, sformatino di luppolo e radicchio selvatico.
Mica male, vero?
A presto con nuove ricette selvatiche.

Un abbraccio
Francesca



giovedì 11 febbraio 2016

STRACCHINO CONDITO: una ricetta di Francesca

Per festeggiare quello che io considero l'inizio di una timida primavera, ecco una ricetta semplicissima e veloce che vi darà grande soddisfazione: lo stracchino condito.
Si prende nel prato o nella vigna sotto casa (tutti ne hanno una sotto casa, vero?) un bel ciuffetto di allium vineale, lo si lava e lo si asciuga per bene... poi lo si tagliuzza fine fine con un coltello ben affilato (quelli di ceramica sono i migliori).


Mettete l'allium vineale in una ciotolina, aggiungete un bel pezzo di stracchino a piacere, un cucchiaio di olio, una presa di sale e con una forchetta cominciate ad amalgamare il tutto.


Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo, trasferite il composto in una ciotolina pulita e servite in tavola.
Ottimo sul pane, su un crostino o con la verdura in pinzimonio...
Facile, veloce, gustosa, selvatica...


La primavera è alle porte, ragazzi...
Guardate cosa ho trovato stamattina in cima alla collina!!!


Un bacio a tutti
Francesca

venerdì 28 agosto 2015

CROCCHETTE ORTICA, AMARANTO E PIANTAGGINE - Ricetta di Francesca

Ho ripreso a mangiar selvatico.
Nonostante questo non sia un periodo ricchissimo di varietà, sicuramente non ricco come la primavera, però si possono sempre fare "incontri" interessanti nei campi e ai margini del bosco.
Stamattina ho raccolto ortiche, amaranto e un po' di piantaggine.

in alto a sx - ortica / in alto a sx - amaranto / in basso piantaggine
Cosa posso fare con queste due manciate di erbe spontanee?
Ho pensato di prepararmi delle deliziose crocchette.
Dopo aver lavato per bene le erbe, le ho lasciate appassire per alcuni minuti in pochissima acqua in una padella antiaderente.


Una volta cotte le ho messe da parte e lasciate a raffreddare.
Nel frattempo ho preso un uovo, due cucchiai di pangrattato, due di parmigiano, una presa di sale e circa un etto e mezzo di ricotta.


Ho amalgamato per bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.


A questo punto ho tagliato grossolanamente le erbe cotte...


...e le ho unite all'impasto di ricotta. Se dovesse risultare troppo mordibo, aggiungere un po' di pangrattato, ma poco!!!


Con questo impasto ho dato forma a otto polpettine appiattite...


... che poi ho fatto dorare in padella con un filo di olio.


Si possono consumare sia calde che fredde (anzi, direi che tiepide è la temperatura ideale!), accompagnate con una fresca insalata dell'orto e della rucola.


SQUISITE!!!
Naturalmente questa stessa ricetta è realizzabile anche con gli spinaci o con le bietine... ma io sono una "maniaca" del selvatico... che ci volete fare???
Dell'ortica avevo già parlato in questa pagina del mio vecchio blog, della piantaggine avevo già parlato in questo stesso blog, mentre dell'amaranto ho scritto qui sul mio blog personale.
Per il momento vi saluto e resto in attesa di qualche ricetta!!!
Un abbraccio

Francesca

lunedì 27 luglio 2015

Un ID davvero "Indipendente"

"Che bello, domani è l'Independence day Summer Edition e ho in mente di fare delle cose davvero speciali. Ecco la lista della spesa, speriamo che al mercato della Coldiretti e al Negozio Bio abbiano tutto!!!" Sono pronta per uscire ma... Avete presente quando ve ne capitano di tutti i colori e i tuoi programmi vanno a remengo? Ecco, così!!!
Non vi sto a dire che mi è capitato perchè non ne vale la pena, fatto sta che non sono andata a fare la spesa e domenica mi sono ritrovata con quello che avevo in casa e nell'orto.... che comunque non era poco!!!


A questi prodotti ho aggiunto della farina bio che avevo in casa, del riso integrale bio, l'olio dei miei suoceri, le uova delle mie galline felici e del parmigiano (l'unico sgarro alle regole).
Va bene lo stesso. Grazie all'orto e alle galline è stato più che mai un INDEPENDENCE DAY.
Non ho fatto il pane per mancanza di tempo e anche la prima colazione si è praticamente ridotta ad un the di Cylon del Commercio Equo e Solidale con uno yogurt bio acquistato da BioNatura.
Ma ecco quello che ho fatto.

PRANZO: Orecchiette fatte in casa al pomodoro e basilico, pomodorini al forno, tegoline con la cipolla e insalata di pomodori e cetrioli.
CENA: Risotto alle zucchine e insalata mista di pomodori, cetrioli, cipolle e portulaca oleracea.
Non ho fatto dolci. Sapete... sono a dieta!!!!

Orecchiette al pomodoro e basilico.
Per prima cosa ho preparato la pasta. 200 gr di farina integrale bio e due uova delle mie gallinelle.


Si, lo so. Le orecchiette non si dovrebbero fare con la pasta all'uovo ma... è o non è un Independence Day???
Ho impastato uova e farina a lungo, inumidendomi le mani con l'acqua se l'impasto risultava troppo duro. Ho poi formato dei salsicciotti da cui poi ho tagliato degli gnocchetti e ricavato le orecchiette.



Era la prima volta che facevo le orecchiette e non sono perfette, però erano buone!!!
Cliccando qui   potrai vedere un brevissimo video che mostra come ricavare le orecchiette "cavate col dito" che è il sistema che ho usato io!!!
Il sugo l'ho fatto con i pomodori del mio orto (quelli lunghi della prima foto), con le cipolle (che non sono nella fotografia perchè le avevo già raccolte giorni fa!!!), l'olio di Sanremo e il basilico dell'orto.
Una spruzzatina di parmigiano (l'unico strappo alle regole, come vi avevo già confessato!!!) e il piatto è servito.


Pomodorini al forno
I pomodorini grappolini della prima foto li ho lavati con cura e tagliati a metà. Con essi ho tappezzato per bene una teglia da forno.


Li ho salati, cosparsi di pangrattato, un filo di olio di oliva e abbondante timo.


Nel forno ben caldo per il tempo sufficiente a far appassire per bene i pomodorini e il piatto è pronto.


Per cena ho fatto un semplicissimo risotto alle zucchine, di quelli che devi stare sempre li a girare, girare, girare... e quando il riso è integrale, hai voglia a girare!!!! La cottura non finiva più!!!


Al risotto, come già accennato, ho affiancato una insalata mista con la portulaca oleracea.
Che è la PORTULACA OLERACEA???
Scommetto che l'avrete vista un milione di volte...


E' conosciuta anche con il nome di Porcellana o Erba dei Porci ed ha tantissime proprietà benefiche.
Il mio orto è pieno di quest'erba, che stiscia aderente al terreno. Ha foglie grasse, carnose, di sapore asprigno. Nelle insalate sono davvero squisite.


Ed ecco qui infatti la mia insalata mista con pomodori, cetrioli, cipolle e portulaca oleracea.



E da bere?
Naturalmente acqua di rubinetto, che da noi è davvero buona e poi vino... ma mica uno qualsiasi... il NOSTRO VINO, quello ricavato dalle viti del nostro terreno.
Mica male, vero???


Non è stato l'ID che avevo progettato, ma sono ugualmente molto soddisfatta.
Sto già pensando al prossimo appuntamento che sarà sicuramente ad ottobre. Presto comunicherò la data precisa.
E voi, come avete trascorso l'Independence Day Summer Edition?

Un bacio e un abbraccio
Francesca

domenica 17 maggio 2015

SFORMATINO DI PARIETARIA: perfetta per l'Independence Day!!!

E' la prima ricetta con la parietaria che provo, ma mi è venuta talmente bene e il sapore era talmente delizioso che nei prossimi giorni proverò anche il risotto di parietaria, le crespelle, la frittata e tutto ciò che la mia fantasia mi suggerirà.
La PARIETARIA OFFICINALIS è una pianticina molto comune che si trova praticamente dappertutto. Ama particolarmente i luoghi fortemente antropizzati. Si trova infatti lungo i muri di recinzione, ai bordi dei marciapiedi, sui ruderi di vecchie case oppure ai bordi di strade e sentieri.
Ne ho parlato anche nel mio blog personale e qui trovate la pagine in cui descrivo dettagliatamente la pianta.


L'uso in cucina della parietaria era assai diffuso sia presso i romani che per tutto il Medioevo. In seguito all'avvento degli spinaci, la piantina è stata del tutto dimenticata e messa da parte.
Ha un sapore molto delicato e si utilizzano le foglie e i giovani getti.
Io ho raccolto un intero cespuglietto tagliando i rametti a venti centrimeti da terra. La pianta ricresce e quindi si possono fare più raccolti all'anno.



Dopo aver ben lavato due abbondanti manciate di parietaria, l'ho fatta bollire in abbondante acqua salata e poi l'ho tritata grossolanamente.
Ho sbattuto per bene due uova con un po' di sale e un pizzichino di pepe, due dita di latte, due cucchiai di olio EVO, la parietaria tritata e una bella grattata di parmigiano.


Con il composto sono riuscita a riempire per tre quarti 3 coppiglie di alluminio ben oliate che poi ho messo in forno già caldo immerse per un paio di centimetri in una teglia di acqua tiepida.


Le ho lasciate in forno per 20-25 minuti o comunque fino a che la superficie non si è ben colorata e il profumo dello sformatino non ha riempito tutta la cucina.


Prima di toglierle dallo stampo le ho lasciate leggermente raffreddare, altrimenti si distruggono e le ho servite con insalatina dell'orto, germogli autoprodotti e zucchine e melanzane grigliate che per l'ID spero siano già le mie. Forse le melanzane non faccio in tempo, ma le zucchine sicuramente le avrò!


Non mi aspettavo un risultato tanto perfetto (non li faccio mai gli sformati) e nemmeno mi aspettavo tanta bontà.


La stessa ricetta si può realizzare con l'ortica, per esempio, o con il piattello o, se non volete provarla con erbe spontanee perchè magari non vi sentite sicuri, si può fare con gli spinaci. Sono sicura che si otterrà lo stesso delizioso risultato.


Questa ricetta la inserirò sicuramente nel menù del pranzo dell'Independence Day. E' perfetta. Le uova sono quelle delle mie galline felici, la parietaria la trovo in giro per i sentieri, l'olio è quello di mio suocero e gli altri ingredienti li prenderò biologici e di altissima qualità.
Insieme allo sformatino farò anche delle verdure dell'orto: insalate e forse pomodori, zucchine grigliate e chissà, magari gia i cetrioli. Penso poi che farò anche della pasta fresca, ma di questo vi parlerò un'altra volta.
E voi, cosa avete pensato di fare per il parnzo?

Un abbraccio a tutti
Francesca

lunedì 20 aprile 2015

PIATTELLO CON SPECK - ricetta di Francesca

Oggi voglio parlarvi di una pianticina spontanea davvero interessante, non solo perchè è ottima da mangiare ma anche perchè è molto comune e facile da trovare ed è anche una delle poche erbe spontanee che si possono raccogliere anche in inverno: parlo del Piattello ((HYPOCHOERIS RADICATA).
Il Piattello deve il nome al fatto che è un erba che aderisce completamente al terreno e sta piatta piatta. Se alcune foglie si sollevano è solo perchè sono spinte verso l'alto dalle erbe che la circondano!!!


La foglia ha forma spatolata, carnosa, croccante e pelosa. E' leggermente amarognola, versatile, comunissima e la si trova praticamente tutto l'anno. In inverno, in mezzo all'erba secca e ai prati ingrigiti, spicca il verde del piattello, alla base di un lungo stelo rinsecchito!!!
Il fiore è giallo, unico su uno stelo che può raggiungere anche i 60 cm.


Si consuma sia cruda in insalata (le foglioline più tenere) che cotta.
Ha proprietà toniche e depurative.
In primavera si trovano nei prati molte piantine a rosetta basale simili al piattello, ma quest'ultimo si riconosce per la sua caratteristica aderenza al terreno. Del piattello esistono diverse specie, tutte commestibili!!

Con il piattello ieri mi sono preparata un gustoso contorno, ma la stessa preparazione potete utilizzarla per condire una pasta o su dei crostini caldi di pane casereccio.


 Ingredienti per 3-4 persone: (ci provo a dare delle quantità... lo sapete ormai, io vado a occhio!!!)
3-4 belle manciate di piattello, ma anche 5 o 6
5 fette di speck tagliato sottile
uno scalogno
olio EVO
sale
pepe (facoltativo)

La ricetta è molto semplice. Lavate il piattello e tagliatelo grossolanamente a pezzettoni.


Nel frattempo fate un soffritto con olio, scalogno e lo speck tagliato a listarelle in una padella capiente e antiaderente.


Quando lo scalogno è imbiondito unire il piattello e lasciare cuocere per almeno venti minuti a fuoco basso. Il piattello tiene molto bene la cottura e ci vuole un po' prima che si cuoccia a dovere!!!
Aggiungete un po' di acqua di tanto in tanto per evitare che la verdura asciughi troppo.
regolate di sale, mettete se gradito un po' di pepe e... il piatto è pronto.


Per condire la pasta consiglio di aggiungere un po' di panna per inumidire la verdura e permetterle di abbracciare di più la pasta. Lasciatela così invece se la utilizzate come contorno o sui crostini di pane.
Alla prossima

Francesca