IL BLOG CONDIVISO

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantanove anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, fare delle interviste, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!
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domenica 18 ottobre 2015

Intervista a... Monica Grando, la mia ispiratrice.

Pubblico con immenso piacere e anche con grande onore l'intervista a Monica Grando, la mia amica Naturopata che è stata anche la mia fonte d'ispirazione. Naturopata Professionista, Blogger (http://www.panblog.it/), sportiva e presentatrice di eventi, fra pochi mesi anche scrittrice (è infatti in uscita un suo libro sull'alimentazione - vedi alla fine dell'articolo), Monica ama la vita e la Natura e lo potrete meglio capire leggendo le sue parole.





1. Come primissima cosa: chi sei, quanti anni hai, dove vivi e cosa fai nella vita? 

Mi chiamo Monica ho 33 anni e vivo a Cividale. Il mio animo zingaro mi ha portato a girare un po’  e così, per motivi di studio, ho vissuto qualche anno a Bologna e poi a Roma. Per motivi lavorativi sono rientrata in Friuli e per il momento mi sono stabilita qui e mi dedico al mio lavoro, al mio compagno e alla mia piccola cagnolina Veggie. Ho trovato il mio equilibrio, fino al prossimo cambiamento.

Sono da sempre  un’appassionata di alimentazione e ho trovato il modo di rendere lavoro questa passione aprendo il mio studio di consulente naturopata. Seguo le persone in percorsi individuali o di gruppo, lavorando con rimedi naturali che vanno dalla floriterapia, ai fitoterapici, alle meditazioni, alla riflessologia plantare fino massaggi shiatsu. Ogni individuo ha caratteristiche e vissuti diversi e per ognuno cerco il metodo adatto che non forzi la sua natura ma lo assecondi in un viaggio interiore di riscoperta del proprio sé e delle proprie risorse individuali. I cambiamenti in campo alimentare sono solo una delle tante sfaccettature d i cui si compone il mio lavoro. Ritengo sia un aspetto fondamentale per il benessere e la conoscenza di se stessi ma non l’unico e nemmeno il più importante.

Lavoro sulla prevenzione e sul sostegno  nel periodo che segue la guarigione . Credo che la prevenzione sia il fattore cardine per una vita di salute e felicità poiché quando la patologia è in atto è sempre più difficile intervenire. Le persone dovrebbero affidarsi ad un naturopata quando stanno bene per preservare questo stato e per compiere dei percorsi evolutivi.

Quando la malattia/sintomo  è in atto mi limito solitamente a cercare di capire insieme alla persona che cosa gli stanno dicendo e cerco di mostrargli l’opportunità di cambiamento che la vita gli offre.


2. Tu sei una Naturopata. Quando e come é nata questa passione? E in poche parole, cos'é la Naturopatia e perchè una persona dovrebbe rivolgersi ad un Naturopata?

La passione per la naturopatia era da sempre presente in me; ho sempre rifiutato medicinali e ho sempre avvertito forte la necessità di lavorare su me stessa per capire meglio chi sono e sciogliere nodi emotivi che mi porto dentro. Ho deciso di iscrivermi all’Accademia per diventare Naturopata in seguito ad un brutto periodo della mia vita. A causa di un lavoro molto stressante, un’alimentazione sbagliata e un allenamento troppo intenso ho iniziato a soffrire di attacchi di panico molto forti e debilitanti. Ovviamente queste erano le cause esterne ma c’era alla base un non ascolto dei bisogni della mia anima. Non riuscivo più a svolgere le mia vita in maniera normale; mi sentivo persa e disorientata. Avevo paura di ogni cosa e tutte le attività erano per me fonte di angoscia. Questo è stato per me un grandissimo problema dato che all’epoca, circa 6 anni fa, lavoravo negli eventi e come presentatrice. Dover essere sempre in giro, avere una vita sregolata e salire ogni sera su un palco era diventata per me un’impresa disumana. Mi sono rivolta al mio medico presa dallo sconforto e mi sono stati consigliati degli antidepressivi. Ricordo che appena finita la visita sono arrivata a casa in lacrime ho strappato la ricetta e ho capito che dovevo cambiare qualcosa. 

Ho cercato dentro di me la forza per rialzarmi e mi sono rivolta a delle persone che seguissero percorsi alternativi alla medicina tradizionale. E’ stato un viaggio lungo e difficile ma guardando oggi indietro mi accorgo che è stato fondamentale per crescere, conoscermi e modificare ciò che nella mia vita non andava bene. In quel periodo mi sono informata, ho letto, ho fatto ricerche e ho capito che volevo saperne di più riguardo alla naturopatia in primis per compiere un mio percorso personale e poi per poter mettere le mie conoscenze a disposizione degli altri. Così ho trovato l’accademia e ho iniziato il mio viaggio. All’inizio è stata dura perché ancora non stavo bene e affrontare un’ora di viaggio per andare a lezione, stare 8 ore in una stanza, mettermi in gioco in ogni istante era per me uno sforzo continuo. Ma poi proprio grazie ai compagni, alle esperienze dei docenti e ad un costante lavoro su me stessa ce l’ho fatta. Ho compreso che la vita che stavo conducendo non era la mia, che la mia missione era un'altra e ho trovato la mia realizzazione che celebro ogni giorno. Ora con le conferenze che faccio in giro mi sento felice di poter informare le persone e aiutarle a raggiungere la loro consapevolezza.



3. Come esperta di alimentazione naturale, ritieni che ci siano delle "regole d'oro" da seguire per alimentarci correttamente? Se si, quali sono a tuo avviso?  

Ritengo che per prima cosa l’alimentazione naturale significhi  rispettare i termini della vitalità quindi l’importanza di alimenti vivi, freschi, che si allontanino il meno possibile dal loro stato naturale; sarebbe quindi consigliabile evitare cibi confezionati, industriali, precotti che risultano essere alterati nella loro integrità. E’ inoltre importante recuperare il legame più profondo con la natura dalla quale ci siamo allontanati pensando che la tecnologia potesse soddisfare tutte le nostre necessità; sicuramente abbiamo accorciato i tempi di preparazione, riusciamo a conservare gli alimenti più a lungo e a renderli più saporiti. Così facendo siamo riusciti ad avere più tempo da dedicare ad altre mansioni ma siamo sicuramente più infelici e più lontani dalla natura.


E’ importante per il nostro benessere cibarsi seguendo la stagionalità dei prodotti; la natura è guidata da una intelligenza superiore che sa perfettamente cosa è necessario al nostro corpo in ogni momento e ad ogni stagione ci procura il cibo di cui abbiamo bisogno. Oggi troviamo a disposizione frutta e verdura di ogni tipo in qualunque momento dell’anno ma il corpo umano, essendo parte integrante della natura, ne segue i ritmi. In ogni stagione l’uomo necessita di energie diverse e la terra ci aiuta donandoci esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Consumare secondo la stagionalità del territorio ci consente di nutrirci con alimenti che contengono il massimo livello dei nutrienti.

Un altro principio da rispettare è quello della territorialità. Ogni luogo ha una sua energia vibrazionale e ogni individuo che abita in quel luogo è sintonizzato sulla stessa frequenza pertanto è importante, per mantenersi sani e vitali, consumare il più possibile alimenti appartenenti al proprio territorio di origine.

Un altro aspetto molto importante in riferimento alla scelta naturale riguarda l’integrità dell’alimento. Noi uomini siamo parte integrante di un sistema più ampio e non possiamo esulare da quelle che sono le sue regole. Siamo stati creati per respirare l’aria, bere l’acqua, cibarci con ciò che la natura ci offre. E’ attraverso questa scambio di energia continuo con l’esterno che possiamo mantenere l’organismo in una condizione di stabilità.

Infine l’alimentazione naturale ci invita a prediligere i cibi “freschi” perché è ormai provato che alcuni metodi di conservazione influiscono negativamente sul valore nutritivo degli alimenti e soprattutto sulla loro Forza Vitale.

4. Tu sei vegana, giusto? Perchè hai fatto questa scelta, che a molti può sembrare estrema o eccessiva? 

Si sono vegana da 6 anni. Il mio cambiamento di alimentazione è avvenuto in maniera naturale durante il periodo di sofferenza che ho passato. Ho rimesso in discussione tutto e ho capito che anche da un punto di vista alimentare non stavo facendo la cosa giusta. Su consiglio di un operatore olistico ho eliminato la carne e da onnivora sono diventata subito vegana perché latte e latticini non ne ho mai consumati tanti e le uova non mi piacciono tantissimo. Il mio è stato un passaggio radicale, dalla sera alla mattina e ora a distanza di sei anni posso ammettere che non potevo fare scelta migliore.
Non credo sia una scelta estrema quanto piuttosto necessaria. E’ importante avere un’alimentazione bilanciata e completa ma questo vale per tutti non solo per chi è vegano. Nel mio caso questo passaggio ha contribuito alla mia rinascita perché, oltre a risolvere diversi disturbi a livello fisico, mi ha aiutata a compiere un’evoluzione anche “spirituale”. Mi ha permesso di entrare in connessione profonda con me stessa e con gli altri esseri viventi, mi ha dato l’opportunità di sviluppare una maggiore sensibilità ed empatia e nel mio lavoro non sono doni da poco.
Sono anche una sportiva e devo ammettere che non mi è mai mancata l’energia necessaria a completare i miei allenamenti, mi ammalo molto meno  e  sono felice di non contribuire alla sofferenza degli altri esseri viventi.


5. Parlaci del tuo blog e del libro che hai scritto e che uscirà fra pochi mesi. Come sono nati?

Ho aperto il mio blog “pane amore e naturopatia” perché spesso parlando con le persone che vengono nel mio studio tocchiamo argomenti che riguardano l’alimentazione e a volte di fronte alle mie parole rimangono un po’ sconcertanti e mi chiedono cosa possono mangiare. Da lì l’esigenza di creare una pagina dove inserire le mie ricette in modo da aiutare le persone nella gestione quotidiana dei loro pasti.  Sono tutte ricette con pochi ingredienti, di stagione ma soprattutto facili e veloci da preparare perché capisco che al giorno d’oggi si ha poco tempo da dedicare alla cucina.

Mi diverto molto a sperimentare ricette nuove ed è bello condividerle con gli altri.

Ha un buon seguito e questo mi fa molto piacere; piano piano sto cercando di farlo crescere per questo invito chiunque a mandarmi ricette da inserire al suo interno. Nel blog poi cerco di inserire anche alcuni rimedi naturopatici che possono essere utili per i piccoli disturbi di ogni giorno.

Il libro “Alimenti energetici” è stato un naturale prolungamento della mia attività. Mi piace scrivere e collaboro con alcuni siti web. In questo libro, che uscirà a gennaio, ho cercato di spiegare la mia idea di alimentazione che si allontana un po’ dalla classica concezione basata su calorie e macronutrienti. Per me dietro all’alimentazione c’è molto altro  e il nostro corpo va nutrito nella maniera corretta, per prima cosa con il rispetto e l’amore che si merita.

Gli alimenti possono modificare il nostro umore, il nostro stato energetico e il nostro fisico quindi non possiamo mangiare per abitudine o senza consapevolezza.




 Grazie mille Francesca



Monica, scherzi? Grazie a te per le bellissime risposte e per la tua disponibilità!!! E' sempre arricchente ascoltarti e leggerti e sono davvero felice di averti conosciuto.

Ti abbraccio forte
Francesca

(P.S. - problemi tecnici che non riesco a risolvere mi impediscono di rendere omogeneo il testo dal punto di vista grafico - caratteri in grassetto, grandezza del carattere è tutto casuale. Perdonatemi per queste imperfezioni che non dipendono dalla mia volontà!)

venerdì 18 settembre 2015

Facciamo scomparire lo zucchero...

Voglio sottoporre alla vostra attenzione questa interessante intervista a Franco berrino. E' un po' lunga ma vale la pena. (QUI per accedere all'intervista originale )


Lo zucchero e i dolcificanti artificiali andrebbero tolti dalla dieta. E questo non vale solo per i diabetici, ma per tutti noi. Franco Berrino, epidemiologo ed esperto di correlazione tra cibo e tumori, ci spiega perché zucchero & co. andrebbero fatti sparire al più presto dalla nostra alimentazione quotidiana.

Oggi il diabete è un problema grave?
Non è grave, è gravissimo. Prima di parlare di diabete, però, bisogna capire cosa sia la sindrome metabolica, che significa avere 3 o più di questi sintomi: girovita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne; ipertensione arteriosa superiore a 130 (massima) e 90 (minima); glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl; colesterolemia superiore a 200 mg/dl; trigliceridi superiori a 150 mg/dl. Chi soffre di sindrome metabolica ha un rischio di 5 volte superiore di ammalarsi diabete.

Lo zucchero è dannoso? Qual è la correlazione tra consumo di zucchero e diabete?
Il saccarosio, cioè lo zucchero, è composto da glucosio e fruttosio. Lo zucchero è dannoso non tanto perché fa alzare la glicemia, ma in quanto contiene fruttosio, che ostacola il buon funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove viene bruciato per produrre energia. Inoltre il fruttosio, contrasta la leptina, l’ormone che toglie il senso di fame e ci avverte di non mangiare più se non ne abbiamo più bisogno. Il diabetico non dovrebbe mangiare né zucchero, né fruttosio, né dolcificanti artificiali.

Altri alimenti da evitare?
Lo sciroppo di glucosio-fruttosio, che deriva dal mais. È il peggio del peggio ed è fra le principali cause di obesità negli Stati Uniti. Le industrie alimentari lo usano perché costa meno dello zucchero, si amalgama più facilmente agli altri ingredienti e rende più facile ottenere prodotti soffici. Se trovate scritto in etichetta “sciroppo di glucosio-fruttosio” non comprate quel prodotto. Ad esempio, se a Natale volete mangiare il panettone, andate dal panettiere e fatevelo preparare come si faceva una volta.

Sciroppo d’agave?
Anche in questo caso, meglio evitare. Lo sciroppo d’agave è composto al 95% da fruttosio e polimeri del fruttosio; questi ultimi andrebbero bene, ma il fruttosio libero no.

E il miele?
Il miele contiene glucosio e fruttosio libero, oltre a sostanze con valore terapeutico, basti pensare che le nonne consigliavano latte e miele per il mal di gola. È meglio dello zucchero, però comunque è molto forte. Se dovete dare una fetta di pane integrale con il miele ai vostri bambini non fatelo la mattina, ma dopo la partita di pallone, quando non c’è più traccia di zucchero nei muscoli e l’aumento di glicemia non sarà così dannoso.

Cosa ne pensa degli edulcoranti artificiali?
Le bevande zuccherate e le bevande edulcorate artificialmente fanno venire il diabete. Uno studio su 100 mila insegnanti francesi ha dimostrato che anche chi assumeva bevande “ZERO”, cioè senza zucchero, ma con edulcoranti artificiali, si ammalava di più di diabete. Questi dolcificanti non fanno “sballare” la glicemia, ma aumentano l’assorbimento del glucosio. Lo stesso probabilmente vale per la stevia, di cui oggi si parla tanto. La questione cruciale è proprio l’intensità di gusto dolce: nell’intestino abbiamo sensori per il gusto che quando arrivano sostanze centinaia di volte più dolci dello zucchero fanno aprire le porte per l’assorbimento del glucosio. Paradossalmente la glicemia potrebbe salire di più se dolcifichiamo con la stevia - 200 volte più dolce - che con lo zucchero.

Con cosa possiamo sostituire lo zucchero?
Su questo punto vorrei essere chiaro: non si tratta di trovare un sostituto, ma di abituarsi a gusti meno dolci. Ciò vale per tutti, non solo per i diabetici. Chiediamo all’industria alimentare di almeno dimezzare l’intensità di dolce dei prodotti.

Però i dolci sono buoni...come si fa a preparare dolci a basso indice glicemico?
Con la frutta secca, ad esempio: l’uvetta sultanina, le albicocche secche possono essere ottimi dolcificanti. Anche una mela o una pera sono naturalmente dolci e possono entrare a far parte di un dessert. Ogni tanto si possono utilizzare i malti - di riso o d’orzo - che contengono maltosio e maltodestrine, che hanno sì un indice glicemico elevato, ma il vantaggio di non contenere il fruttosio. L’importante è che siano accompagnate da un grasso, come un buon olio di oliva o una crema di mandorle, noci o pistacchi, che rallentano la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.

Ci suggerisce una ricetta semplice?
Ad esempio mescolare farina di mandorle, un pizzico di sale e purea di batata - la patata dolce americana - o composta di mele, farne dei biscotti da far asciugare al forno. Oppure far cuocere il miglio nel succo di mela, sempre con un pizzico di sale, farne delle palline e poi rotolarle nel cacao amaro. Ricordate che nei cioccolatini sono latte e zucchero a far male, non il cacao.

Qualche altro alimento da evitare?
La farina 00 è uno dei principali veleni della nostra alimentazione. L’industria e la grande distribuzione preferiscono la farina 00 perché non va mai a male. Meglio consumare farine integrali o semi integrali. Facciamo il pane come una volta, con il grano macinato, acqua e poco sale.

Si fa abbastanza a livello mondiale per combattere il diabete?
Qualcosa si sta muovendo. Penso ad esempio alla campagna di Michelle Obama Let’s move! e all’annuncio del Department of Agricolture americano, che ha dichiarato che entro due anni sarebbero stati tolti dalle mense scolastiche i cibi che avessero come primo ingrediente un cereale raffinato. Non so se queste misure abbiamo avuto successo, ma sono iniziative meritevoli. La strada, però, è ancora lunga e c’è bisogno di svegliare le coscienze, difendendo la salute al di là degli interessi dell’industria alimentare.

Come deve essere un’alimentazione sana?
È molto semplice: deve basarsi su cereali integrali, legumi, verdura e un po’ di frutta. Attenzione, ho detto “integrali”. Io stamattina ho mangiato una crema di riso e orzo perla, con miso, a pranzo un tortino di miglio con fagioli azuki e lenticchie e a cena una minestra leggera con verdure e un dolce. E poi la pasta e fagioli, che è un piatto meraviglioso della nostra tradizione. Amo il dolce e mangio un dolce al giorno, senza zucchero naturalmente. Mi piace la mela cotta con il kuzu, un amido che si ricava da una radice che vive nelle profondità della terra, oppure i muffin e le crostate senza zucchero, dolcificate con albicocche secche, frutta e uvetta sultanina.

Proteine animali proprio mai?
Diciamo che non sono integralista. Ad esempio a Pasqua ho mangiato un uovo, ma era l’uovo di una gallina felice. Poi , quando vado sull’Himalaya, mi capita di mangiare il pollo, ma anche in questo caso si tratta di un animale che ha vissuto libero all’aperto. Oggi l’allevamento intensivo è terribile e sottopone gli animali a condizioni dolorose e innaturali. E il prodotto di un animale che ha vissuto in quel modo non è salutare per l’uomo. Non ne faccio tanto una questione di etica, ma di buon senso.
Che senso ha mangiare cibi innaturali?

Vegetarianesimo, veganesimo, macrobiotica, attenzione al biologico...cosa ne pensa?
Sono movimenti che stanno sensibilizzando le persone sulla necessità di diminuire il consumo di carni rosse, di eliminare gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri o coltivati con l’utilizzo di pesticidi. Ma come dicevo non sono un fanatico di niente, perché per stare bene dobbiamo essere flessibili e ogni tipo di rigore non fa bene alla salute. Alcuni vegetariani, ad esempio, non mangiano correttamente perché eccedono nel mangiare latticini, alcuni vegani mangiano troppi zuccheri. Benissimo essere vegetariani o vegani, ma con competenza e criterio.

Già che abbiamo toccato l’argomento, di latte e latticini cosa ne pensa?
Che bisogna andarci piano. Non ci sono raccomandazioni nel Codice Europeo contro il Cancro che riguardano i latticini, perché gli studi scientifici non sono univoci, ma non dimentichiamo che il latte che beviamo oggi non è lo stesso che c’era una volta. Oggi le nostre mucche sono nutrite con cibo proteico per giungere a produrre fino a 50 litri di latte al giorno, fino a 100 litri se trattate con l’ormone della crescita, illegale in Europa, ma i NAS sanno bene che succede. Non ho niente contro il latte vero, ma contro il latte falso sì. Poi bisogna smetterla con le pubblicità che dicono che bere latte e mangiare latticini previene le fratture: non è vero, nessuno studio scientifico ha confermato questa tesi.

Quali sono i cibi che ingrassano di più?
Le patatine fritte dei sacchetti, le patate, i salumi, la carne, le bevande zuccherate, le farine raffinate e i dolciumi commerciali. E poi bisogna sempre stare attenti alla quantità, anche un cibo “sano”, se mangiato in eccesso, ingrassa. Per restare sani è bene rispettare la varietà dei cibi che la natura ci offre.

Cos’è per lei la salute?
La capacità di reagire ai cambiamenti dell’ambiente esterno e di adattarci, la capacità di essere flessibili e di vivere in armonia con la natura.

Si fa abbastanza nelle scuole?
No, e purtroppo nelle scuole si vedono sempre più distributori automatici che contengono bibite zuccherate, dolcificate, patatine e cibo spazzatura. Lancio un appello: bisogna introdurre l’educazione alimentare nelle ore di lezione di bambini e ragazzi e, soprattutto, bisogna tenere le industrie alimentari fuori dalle scuole. I Governi non devono delegare i programmi di educazione alimentare alle industrie.

Un caso positivo che fa sperare?
Posso fare l’esempio di Milano Ristorazione, che fornisce ogni giorno più di 80 mila pasti ai al giorno, tra cui molti nelle scuole. Ha tolto il prosciutto cotto dai menù, ha ridotto la carne da 12 a 8 volte al mese, ha introdotto il pane e la pasta integrali e biologici, le carote e le finocchi a spicchi prima del pasto, due minestre di legumi e un tortino di legumi a settimana. Un bel passo avanti, bisogna continuare su questa strada.

Ma si può conciliare la logica del profitto con la sana alimentazione?
Con la logica del profitto fine a se stesso no, ma con la logica del giusto profitto sì. Cambiare è possibile e bisogna crederci, lavorare e avere speranza. Ad esempio si può studiare un modo alternativo di conservare carni e salumi, senza usare i nitriti, che sono dannosi. Penso ad esempio alla foglie di shiso, che contengono un naturale potere conservante e vengono utilizzate per l’umeboshi, un popolare condimento della cucina giapponese. Le soluzioni ci sono, basta volerle trovare.

lunedì 9 marzo 2015

Questo è Amos...

Ecco l'intervista ad Amos Boilini, un ragazzo che ha fatto della divulgazione delle aberrazioni e degli inganni dell'industria alimentare la sua missione. La sua storia è interessantissima e vi invito non solo a leggere questa intervista ma anche a seguirlo sui suoi siti citati più sotto. Buona lettura a tutti.  


 1. Cominciamo con alcune semplici informazioni: dove vivi e cosa fai nella vita.
Vivo in provincia di Modena, in campagna disperso tra le colline dove la tranquillità regna sovrana, lontano dal traffico e dallo stress cittadino. Nella vita faccio diverse cose, principalmente mi occupo di salute, collaboro con diversi professionisti del settore allo scopo di diffondere nel modo migliore conoscenze che possono essere utili per la salute di ogni persona.

2. Come è nata la tua attenzione e la tua sensibilità nei confronti dei prodotti alimentari?
Diversi anni fà, quando avevo 23 anni è iniziata per me una fase piuttosto particolare della mia vita: nonostante la giovane età ho iniziato a sentirmi sempre meno in forma fino a stare davvero male. È stato in quel periodo che ho analizzato la mia vita alla ricerca di cosa stavo sbagliando. L'alimentazione era di certo una fra le cose che stavo sbagliando di più!
Pian piano ho imparato e applicato sempre più cose fino a risolvere completamente i miei problemi di salute. Da allora vedo il cibo in modo molto diverso rispetto a prima e sento l'esigenza di sapere cosa sto mangiando e cosa farà al mi organismo una volta ingerito... (Per chi fosse interessato in questa pagina trovate tutta la storia completa legata a questo periodo difficile che ho passato )

3. Tu sei riuscito ad eliminare dalla tua vita i prodotti industriali o ci sono prodotti dai quali non si riesce a sfuggire?
Non esistono prodotti dai quali è impossibile sfuggire, sicuramente però esistono prodotti che risultano più difficili da eliminare dalla dieta. Personalmente mi capita molto raramente di mangiare prodotti industriali, direi che l'unico prodotto semilavorato che continua ad essere presente sulla mia tavola è la pasta (di farro integrale e biologica ).
Credetemi, è possiible cambiare alla base la propria dieta, l'importante è volerlo e magari essere appoggiati dai diversi componenti della famiglia: una corsa solitaria risulta sempre più difficile...

 4. Dove fai la spesa? Da chi ti rifornisci?
Per quel che riguarda la frutta e le verure fresche e di stagione mi servo da un piccolo contadino che mi sono trovato qui nella mia zona, si tratta di una di quelle persone che non fa biologico perchè và di moda ma piuttosto lo fa perchè ci crede, perchè vuole produrre alimenti sani e naturali.. Parte dei cereali e dei legumi li acquisto anche questi presso coltivatori qui della zona. Il resto dei legumi e dei cereali li acquisto all'ingrosso presso il consorzio agribosco (che consiglio a tutti: http://www.agribosco.com/ ) Questi ingredienti sono la base della mia alimentazione. Le poche cose che mancano come ad esempio la pasta la acquisto in un semplice negozio biologico della mia zona. Ne approfitto anche per suggerire a tutti un elettrodomestico a mio parere indispensabile per seguire una sana alimentazione e al contempo risparmiare: il mulino casalingo. Si tratta di un piccolo mulino che ti permette di realizzare, partendo dai cereali integrali, qualsiasi tipo di farina, puoi anche produrre la farina di ceci di lenticchie etc. Davvero insostituibile. questo è quello che utilizzo io

5. Parlaci dei tuoi siti "Cibi da evitare" e "Miglioriamoci". Chi sono i tuoi collaboratori?  Miglioriamoci.net rappresenta il cuore pulsante di tutta la mia attività, si tratta di un blog nato nell'ormai lontano settembre 2011 che oggi raccoglie centinaia di articoli su salute, alimentazione, consapevolezza. Credo si tratti di una risorsa preziosa per tutti coloro che desiderano dare una svolta alla loro vita ma non sanno bene da dove cominciare! Cibidaevitare.it rappresenta una porta di ingresso privilegiata al mondo di Miglioriamoci.net con una serie di lezioni semplici ma incisive sul mondo del cibo industriale per iniziare davvero a difendere la propria salute. Collaborano con me principalmente Il chinesiologo Marco Corti fondatore del Metodo MC,  Anna Bononcini naturopata, Lucie Voborovà esperta in oli essenziali e naturalmente la mia anima gemella, la mia compagna ormai da più di 12 anni Alice Boccaleoni massagiatrice shiatsu e mia grande ispiratrice :-)

6. Questo tuo cambiamento nello stile di vita ti ha ridato la salute e questo è già un risultato magnifico. In quale altro modo è cambiata la tua vita? Intendo riferirmi a relazioni con il prossimo, ritmi, priorità, rapporto con il lavoro...
Sicuramente sono cambiati di molto i ritmi ho imparato a mettere sempre davanti a tutto la salute e questo fa sì che molte cose cambino, si inizia a vedere ogni cosa da un punto di vista diverso e tutto risulta più rilassato... Anche se questa condizione ideale, per dire la verità, a volta ancora mi sfugge :-)


E adesso vi invito a prendere visione di questo simpaticissimo video che, al di la del tono leggero, ci fa scoprire però una cosa incredibile. Io sono rimasta a bocca aperta!!!! Guardatelo!!!

venerdì 13 febbraio 2015

Intervista a... Elena, la Contadina Urbana.

Sono molto contenta perchè oggi pubblico la prima intervista. Ho posto alcune domande a Elena del blog  http://elylifeblog.blogspot.it/
Quando ho saputo che coltiva un orto di città non ho potuto resistere. Grazie Elena, per avermi concesso l'intervista e per le belle foto che mi hai inviato.
Ecco le domande che le ho rivolto e le sue esaustive risposte.

1. Cominciamo con un paio di informazioni biografiche su di te. Come ti chiami? Quanti anni hai? Dove vivi?
Mi chiamo Elena, ho 42 anni, vivo a Bologna e sono un'impiegata full time.

2. Tu ti definisce "contadina urbana". Spiegaci perchè.
Mi definisco "contadina" perchè coltivo un pezzo di terra e come i contadini zappo, semino, coltivo e seguo le stagioni... "urbana" perchè coltivo un pezzo di terra di proprietà comunale nel bel mezzo della città.


3. Da dove nasce questa tua passione per la terra? 
Amo da sempre la natura, il verde e le piante e fin da piccola ho avuto la fortuna di mangiare quantità "industriali" di insalate e pomodori coltivati dal nonno nel suo orto.
 

4. Quando hai cominciato sapevi qualcosa di coltivazioni e orto o hai cominciato da zero?
Diciamo che non ho proprio incominciato da zero ma quasi... nel senso che avevo ricordi delle esperienze appunto del nonno... ma poi, quando ti trovi li con una zappa in mano e dei semi c'è tutto e sempre da imparare.
5. In genere che cosa coltivi nel tuo orto urbano? E quanto sono grandi questi orti?
Coltivo davvero di tutto: insalata, pomodori, melanzane, piselli, zucchine e zucche, fave (non le avevo mai mangiate ma i vicini le coltivavano... e allora, perchè non provare?), cavolfiori e cavoli e persino carciofi.
Gli orti sono indicativamente di 40 mq(8 m x 5 m).


6. Usi concimi, diserbanti o prodotti chimici nel tuo orto? E chi ti sta intorno li usa?
Per regolamento dell'area ortiva è vietato utilizzare prodotti chimici come diserbanti, antiparassitari e veleni. Si usano solo sostanze organiche e naturali. Esempio: al posto del concime chimico si usa compost organico o letame, ed al posto dei veleni (contro gli insetti) si usano soluzioni preparate con piante nemiche. Ad esempio contro i pidocchi o i parassiti soluzioni di acqua e peperoncino piuttosto che acqua e ortica.
7. In pratica, come è organizzato un orto urbano? La concessione dello spazio è gratuita? Ci sono altre e ulteriori spese da sostenere? E una persona che volesse cominciare come te a coltivarne uno cosa deve  fare? A chi si deve rivolgere?
Diciamo che gli orti urbani sono una sorta di Condominio: c'è l'"amministratore" che è l'associazione ortiva con tuttii suoi delegati divisi per zone (considera che nella mia area ortiva ci sono ben 400 orti) ed ogni "condomino" ha il suo pezzetto di terra rigorosamente numerato in concessione comunale per tre anni (rinnovabili di anno in anno).
Si paga una quota annua di 50 Euro per l'acqua e 6 Euro per la Tessera Associativa che comprende l'Assicurazione. Altre spese da sostenere riguardano solo, all'inizio, eventuali atrezzi... per il resto niente di più.
A Bologna per avere un orto bisogna fare richiesta al Comune. Addirittura è stata creata una pagina internet apposita dove chiunque può accedere e compilare l'apposito modulo dopodichè si entra in graduatoria ( clicca qui). Io sono stata molto fortunata ed in qualche mese mi è stato assegnato.


8. Tu che lavori full time, quanto tempo dedichi al tuo orto? Hai qualche consiglio pratico da dare ad una persona che volesse intraprendere questa strada? 
Nella bella stagione (primavera-estate) dedico all'orto in genere tutti i sabato pomeriggio e la domenica ed un paio di ore due/tre volte alla sera per innaffiare. Questo dimostra che anche lavorando a tempo pieno si può fare. In inverno poco e niente... una volta piantate le colture invernali si va a raccogliere.
Il mio consiglio è che prima di intraprendere questa scelta bisogna essere davvero convinti , perchè come dicono i nonnini vicini "la terra è bassa"... nel senso che si fa fatica... e poi seguire semplicemente le procedure comunali per l'assegnazione.

9. Pro e contro dell'orto urbano.
Be, per quanto mi riguarda sono solo pro, perchè lo adoro.
Però ti faccio comunque un elenco.
Pro: sei all'interno di un'area gestita e controllata dal Comune e dalle Associazioni con regolamenti comuni per tutti. Sei a cinque minuti da casa se non addirittura sotto il tuo palazzo e pur vivendo in città puoi raccogliere la tua insalata fresca ogni giorno. Conosci tanta gente e se la prendi con la giusta filosofia ti diverti anche un sacco.
Contro: sei comunque legato alle regole, quindi magari se io volessi innaffiare alle 11.00 di sera non potrei perchè l'acqua è chiusa...


10. Oltre all'orto quali altre buone pratiche hai adottato nella tua vita per migliorarla dal punto di vista dell'alimentazione? Autoproduci qualcosa?
Da qualche mese mi sto documentando un sacco per mangiare il più possibile sano e naturale. Ormai non compro più carne e la mangio solo saltuariamente al ristorante. Ho eliminato totalmente lo zucchero (consiglio a tutti di leggere Sugar Blues di William Dufty) e leggo di continuo le etichette di quello che compro.
Oh si, autoproduco sempre il pane con la mia pasta madre (a sua volta autoprodotta), e faccio lo yogurt...
11. In genere dove fai la spesa e cosa compri? Cosa ne pensi dei prodotti alimentari industriali? Secondo te sono da evitare o qualcosa si può salvare?
Come la maggior parte delle persone sono costretta a fare la spesa nei supermercati. Compro il minimo indispensabile: riso integrale, cereali, legumi e qualche formaggio. La frutta e la verdura, a parte il periodo di produzione dell'orto, la compro in un piccolo negozietto sotto casa.
Credo purtroppo che dei prodotti industriali si salvi poco. Bisogna leggere bene le etichette.
12. Fatti una domanda da sola per concludere.
Se tornassi indietro richiederesti l'assegnazione di un orto nonostante la fatica ed il tempo che ci devi dedicare?
Assolutamente si!!! La tua verdura è la più buona del mondo