IL BLOG CONDIVISO

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantasette anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli con marito e due figli adolescenti e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, fare delle interviste, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!

giovedì 26 febbraio 2015

INSALATA SICILIANA CON ARANCIA E FINOCCHIO - by Giorgia

Cara Francesca e cari lettori di Un Tuffo nell'Insalata, oggi a pranzo avevo voglia di un pasto leggero, così ho preparato un'appetitosa insalata suggeritami qualche tempo fa da una signora siciliana. L'abbinamento degli ingredienti è particolare, ma vi assicuro che questo piatto aromatico e rinfrescante è una gioia per il palato, per gli occhi e per il fisico, viste le numerose proprietà benefiche dell'arancia, del finocchio e della cipolla.
Ingredienti per 2 persone:
3-4 arance di Sicilia
1 finocchio
1 cipolla rossa piccola
5-6 olive nere
sale
olio extra vergine d'oliva
aceto di vino

Preparazione:
 tagliate  la cipolla sottilmente, se volete ridurne il sapore vi consiglio di mettere in ammollo le fettine in una soluzione di acqua ed aceto per almeno mezz'ora, al momento di preparare il piatto scolatele, strizzatele e proseguite con la preparazione. Sbucciate le arance e tagliatele a pezzetti; tagliate a metà le olive.
Pulite il finocchio ed eliminate la parte esterna più dura, tagliate a fettine molto sottili la parte interna. Mettete tutto in un'insalatiera e condite con sale, olio ed aceto.
Servite come contorno o come piatto unico leggero e dietetico, accompagnato da una fetta di pane rustico.

Buon appetito!

Giorgia

domenica 22 febbraio 2015

VITA IN CAMPAGNA - la Fiera

Cara Francesca, vorrei segnalare la Fiera di Vita in Campagna che si terrà il 27-28-29 marzo 2015 a Montichiari in provincia di Brescia.
 Si tratta di un evento che potrebbe interessare ai lettori di Un tuffo nell'insalata in quanto è una fiera totalmente dedicata agli appassionati di Orto, Frutteto, Giardino, Vigneto, Casa, Risparmio Energetico e Piccoli Allevamenti. Nei cinque padiglioni saranno presenti 150 espositori di prodotti e attrezzature ( piante, semi, piccole macchine) dai quali sarà possibile acquistare direttamente; saranno presenti il Salone dei Prodotti Tpici del Territorio, ed il Salone di Vivere la Casa in Campagna; inoltre la Fiera propone cento corsi gratuiti di Potatura, Innesti, Viticoltura, Frutticoltura, Malattie delle Piante, Apicoltura, Tintura dei Tessuti con le Piante e molti altri.
 Chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito www.lafiera.vitaincampagna.it.
A presto

Giorgia


sabato 21 febbraio 2015

Amos Boilini: per farvelo conoscere!!!

Oggi vi invito a prendere visione di questo divertente video di Amos Boilini. Fra qualche giorno pubblicherò un'intervista ad Amos (sto preparando le domande da fargli) e quindi volevo farvelo conoscere. Vi invito inoltre a visitare il suo sito cibi da evitare.
A presto
Francesca



FILETTI DI BRANZINO AL FORNO - una ricetta di Nicoletta

Ecco per voi una ricetta che mi ha inviato Nicoletta del blog appuntidiviaggiodue .
E' una ricetta facile, veloce e sana. GrazieNiki.

La settimana scorsa  ho acquistato in offerta speciale dei filetti di Branzino  e stasera, spinta  da una sana voglia,  ho provato a cucinarli in maniera sana e leggera. Vi dico subito che sono negata in cucina..però, questa ricetta è riuscita benissimo.

Ho preparato un miscuglio di pan grattato, aglio prezzemolo e sale, ho spennellato i filetti con poco olio extra oliva e li ho ricoperti con il mix.

20 minuti di forno  tradizionale a 150 gr  ( gli ultimi 5 con il grill).

Eccoli qui, buonissimi  con  del purè   fatto da me e dalle patate del signor Renato della Coldiretti.

Grazie ancora a Nicoletta per questa ricetta e ricordo a tutti i lettori che potete mandare anche voi una ricetta con foto. Verrà pubblicata a patto che sia sana, fatta con ingredienti genuini, senza prodotti industriali e chimici... Insomma, deve rispettare lo spirito di questo blog e soprattutto dell'Independence Day, a cui vi invito a partecipare.
Independence Day
Un abbraccio a tutti
Francesca



 

giovedì 19 febbraio 2015

Quanto sei dolce, caro zucchero!!!!

Perchè nel regolamento dell'Independence Day vi ho chiesto espressamente di non utilizzare lo zucchero bianco? Semplice, perchè è un veleno!!!
ESAGERATA!!! Direte voi.
No, no... non esagero affatto.


Studi recenti hanno dimostrato che lo zucchero raffinato danneggia permanentemente la memoria (altro che "Il cervello ha bisogno di zucchero, lo zucchero è pieno di vita" come recitava una vecchia pubblicità!!!).
Lo zucchero modifica il metabolismo, aumenta il rischio di diabete e crea problemi al fegato e anche al cuore. Studiosi statunitensi hanno dimostrato che il consumo di zucchero raffinato aumenta grandemente il rischio di contrarre malattie cardiache.
Inoltre è dimostrato che lo zucchero crea dipendenza, alla stregua di una droga.
Sarebbe quindi utile e necessario per la nostra salute eliminare dalla  dieta tutti quegli alimenti che contengono zuccheri... ma se ci fate caso e leggete le etichette dei prodotti industriali, quasi tutto contiene zuccheri aggiunti!!! Aimè!!!
Soprassediamo poi sul metodo di lavorazione e sbiancamento, su cui già molto è stato detto e scritto. Vi basti sapere che ogni volta che ingerite o fate ingerire ai vostri figli dello zucchero bianco, state ingerendo in realtà una miscela di calce, resine, ammoniaca, acidi vari e un po' di barbabietola da zucchero!!!
Io personalmente da qualche tempo utilizzo un estratto di Stevia...


...lo zucchero di canna integrale biologico, e anche questo con moderazione...


... e il miele artigianale, che acquisto al mercato della Coldiretti.


Insomma, questo per dirvi che le alternative allo zucchero raffinato ci sono... Utilizziamole... e anche queste comunque con moderazione!!!

E adesso vi saluto e vi invito ad aderire alla Giornata dell'Indipendenza Alimentare e dell'Autoproduzione.
A presto
Francesca

domenica 15 febbraio 2015

INDEPENDENCE DAY - data e regolamento

N.B. L'articolo più sotto, scritto per lanciare l'iniziativa dell'Independence Day, resterà valido per tutte le successive edizioni! La data dell'evento più prossimo la troverete in alto a destra del blog!

Ecco, il momento è arrivato.
Oggi lancio pubblicamente l'iniziativa di INDEPENDENCE DAY.


La data che ho scelto per la Giornata dell' Indipendenza Alimentare è DOMENICA 31 MAGGIO 2015.

Di cosa si tratta?
Chiunque aderirà all'iniziativa il 31 maggio si impegna a mangiare solo cose autoprodotte da se, dalla colazione alla cena. Per un intero giorno ci libereremo dalla schiavitù della grande distribuzione per dimostare a noi stessi e agli altri che è possibile tornare ad una alimentazione più sana e naturale.

Cosa si deve fare per aderire?
E' molto semplice. Quando decidi di aderire alla Giornata dell'Indipendenza, pubblichi il banner sul tuo blog (se hai un blog!!!) e pubblicizzi l'evento nei modi che ritieni opportuni. Il 31 maggio ti impegni a rispettare il regolamento (vedi più sotto) e a pubblicare se ti va un resoconto della giornata con ricette e fotografie.Se non hai un blog (o se lo hai ma non ti va di fare il post) mi potrai mandare via mail le tue ricette e le tue foto della giornata, ci penserò io a pubblicarle sul blog.

Regolamento

1. Tutto quello che mangerai nel giorno dell'Indipendenza Alimentare deve essere autoprodotto da te o da amici e parenti e fatto rigorosamente in casa.

2. Gli ingredienti che utilizzerai per preparare i tuoi piatti non dovranno assolutamente provenire dalla grande distribuzione o essere acquistati al supermercato. 

3. Sono rigorosamente banditi precotti, preconfezionati, scatolame di qualsiasi tipo, surgelati e congelati e tutti i lavorati industriali. E' compresa in questo elenco anche la pasta secca confezionata. Non è ammesso nemmeno il pane comprato (fatelo voi, vi assicuro è facile!!!)e  lo zucchero bianco (sostituitelo con zucchero di canna o miele).
Per fare degli esempi pratici: il sugo non va fatto con i pelati ma con il pomodoro fresco; se decidete di fare una torta salata non potrete utilizzare la pasta sfoglia o brisè confezionata o surgelata...

4. Gli acquisti, sempre nel rispetto del punto 3,  verranno effettuati o nel piccolo negozio sotto casa, nei banchi dei mercati (meglio se si tratta di rivendite dirette produttore/consumatore), nei negozi di prodotti biologici o nelle botteghe del commercio equo e solidale. 
Acquistate solo il quantitativo necessario e sufficiente; evitiamo inutili sprechi!!!

5. Cercate di acquistare solo materie prime con le quali confezionerete i vostri piatti, privilegiando prodotti freschi, a Km. 0, di stagione e integrali. I prodotti di origine animale è preferibile siano biologici. La carne è consentita ma solo biologica. Il pesce solo pescato e non dall'allevamento.

6. Eccezioni: si possono utilizzare i preparati speziati e i fermentati  purchè non contengano coloranti, conservanti, lieviti, additivi o altri prodotti chimici. Quindi potrete utilizzare per esempio il Curry, il Gomasio, la salsa di soja biologica e altre spezie. Sono ammessi i formaggi ma non prodotti industrialmente. E' ammesso il vino, purchè di alta qualità e la birra artigianale.

7. Divertirsi e lasciare spazio alla propria fantasia!!!

Ecco qui, questo è INDEPENDENCE DAY... un giorno in cui saremo assolutamente liberi di decidere cosa mangiare, liberi da sostanze chimiche pericolose, liberi dalla grande distribuzione.
Mi raccomando, aderite in tanti e fate pubblicità all'iniziativa.
Un abbraccio a tutti

Francesca

venerdì 13 febbraio 2015

Intervista a... Elena, la Contadina Urbana.

Sono molto contenta perchè oggi pubblico la prima intervista. Ho posto alcune domande a Elena del blog  http://elylifeblog.blogspot.it/
Quando ho saputo che coltiva un orto di città non ho potuto resistere. Grazie Elena, per avermi concesso l'intervista e per le belle foto che mi hai inviato.
Ecco le domande che le ho rivolto e le sue esaustive risposte.

1. Cominciamo con un paio di informazioni biografiche su di te. Come ti chiami? Quanti anni hai? Dove vivi?
Mi chiamo Elena, ho 42 anni, vivo a Bologna e sono un'impiegata full time.

2. Tu ti definisce "contadina urbana". Spiegaci perchè.
Mi definisco "contadina" perchè coltivo un pezzo di terra e come i contadini zappo, semino, coltivo e seguo le stagioni... "urbana" perchè coltivo un pezzo di terra di proprietà comunale nel bel mezzo della città.


3. Da dove nasce questa tua passione per la terra? 
Amo da sempre la natura, il verde e le piante e fin da piccola ho avuto la fortuna di mangiare quantità "industriali" di insalate e pomodori coltivati dal nonno nel suo orto.
 

4. Quando hai cominciato sapevi qualcosa di coltivazioni e orto o hai cominciato da zero?
Diciamo che non ho proprio incominciato da zero ma quasi... nel senso che avevo ricordi delle esperienze appunto del nonno... ma poi, quando ti trovi li con una zappa in mano e dei semi c'è tutto e sempre da imparare.
5. In genere che cosa coltivi nel tuo orto urbano? E quanto sono grandi questi orti?
Coltivo davvero di tutto: insalata, pomodori, melanzane, piselli, zucchine e zucche, fave (non le avevo mai mangiate ma i vicini le coltivavano... e allora, perchè non provare?), cavolfiori e cavoli e persino carciofi.
Gli orti sono indicativamente di 40 mq(8 m x 5 m).


6. Usi concimi, diserbanti o prodotti chimici nel tuo orto? E chi ti sta intorno li usa?
Per regolamento dell'area ortiva è vietato utilizzare prodotti chimici come diserbanti, antiparassitari e veleni. Si usano solo sostanze organiche e naturali. Esempio: al posto del concime chimico si usa compost organico o letame, ed al posto dei veleni (contro gli insetti) si usano soluzioni preparate con piante nemiche. Ad esempio contro i pidocchi o i parassiti soluzioni di acqua e peperoncino piuttosto che acqua e ortica.
7. In pratica, come è organizzato un orto urbano? La concessione dello spazio è gratuita? Ci sono altre e ulteriori spese da sostenere? E una persona che volesse cominciare come te a coltivarne uno cosa deve  fare? A chi si deve rivolgere?
Diciamo che gli orti urbani sono una sorta di Condominio: c'è l'"amministratore" che è l'associazione ortiva con tuttii suoi delegati divisi per zone (considera che nella mia area ortiva ci sono ben 400 orti) ed ogni "condomino" ha il suo pezzetto di terra rigorosamente numerato in concessione comunale per tre anni (rinnovabili di anno in anno).
Si paga una quota annua di 50 Euro per l'acqua e 6 Euro per la Tessera Associativa che comprende l'Assicurazione. Altre spese da sostenere riguardano solo, all'inizio, eventuali atrezzi... per il resto niente di più.
A Bologna per avere un orto bisogna fare richiesta al Comune. Addirittura è stata creata una pagina internet apposita dove chiunque può accedere e compilare l'apposito modulo dopodichè si entra in graduatoria ( clicca qui). Io sono stata molto fortunata ed in qualche mese mi è stato assegnato.


8. Tu che lavori full time, quanto tempo dedichi al tuo orto? Hai qualche consiglio pratico da dare ad una persona che volesse intraprendere questa strada? 
Nella bella stagione (primavera-estate) dedico all'orto in genere tutti i sabato pomeriggio e la domenica ed un paio di ore due/tre volte alla sera per innaffiare. Questo dimostra che anche lavorando a tempo pieno si può fare. In inverno poco e niente... una volta piantate le colture invernali si va a raccogliere.
Il mio consiglio è che prima di intraprendere questa scelta bisogna essere davvero convinti , perchè come dicono i nonnini vicini "la terra è bassa"... nel senso che si fa fatica... e poi seguire semplicemente le procedure comunali per l'assegnazione.

9. Pro e contro dell'orto urbano.
Be, per quanto mi riguarda sono solo pro, perchè lo adoro.
Però ti faccio comunque un elenco.
Pro: sei all'interno di un'area gestita e controllata dal Comune e dalle Associazioni con regolamenti comuni per tutti. Sei a cinque minuti da casa se non addirittura sotto il tuo palazzo e pur vivendo in città puoi raccogliere la tua insalata fresca ogni giorno. Conosci tanta gente e se la prendi con la giusta filosofia ti diverti anche un sacco.
Contro: sei comunque legato alle regole, quindi magari se io volessi innaffiare alle 11.00 di sera non potrei perchè l'acqua è chiusa...


10. Oltre all'orto quali altre buone pratiche hai adottato nella tua vita per migliorarla dal punto di vista dell'alimentazione? Autoproduci qualcosa?
Da qualche mese mi sto documentando un sacco per mangiare il più possibile sano e naturale. Ormai non compro più carne e la mangio solo saltuariamente al ristorante. Ho eliminato totalmente lo zucchero (consiglio a tutti di leggere Sugar Blues di William Dufty) e leggo di continuo le etichette di quello che compro.
Oh si, autoproduco sempre il pane con la mia pasta madre (a sua volta autoprodotta), e faccio lo yogurt...
11. In genere dove fai la spesa e cosa compri? Cosa ne pensi dei prodotti alimentari industriali? Secondo te sono da evitare o qualcosa si può salvare?
Come la maggior parte delle persone sono costretta a fare la spesa nei supermercati. Compro il minimo indispensabile: riso integrale, cereali, legumi e qualche formaggio. La frutta e la verdura, a parte il periodo di produzione dell'orto, la compro in un piccolo negozietto sotto casa.
Credo purtroppo che dei prodotti industriali si salvi poco. Bisogna leggere bene le etichette.
12. Fatti una domanda da sola per concludere.
Se tornassi indietro richiederesti l'assegnazione di un orto nonostante la fatica ed il tempo che ci devi dedicare?
Assolutamente si!!! La tua verdura è la più buona del mondo

mercoledì 11 febbraio 2015

VERZE IN TEJA - una ricetta di Giorgia

Che emozione. E' arrivata la prima ricetta. 
Me la invia Giorgia, del blog laboratorioltremare . Si tratta di una ricetta semplice, di stagione e fatta con ingredienti di qualità. 
Grazie Giorgia.
Ed ecco a voi la ricetta con anche una interessante premessa sul cavolo verza e il radicchio rosso.


Cara Francesca, ieri ho cucinato il cavolo verza con una ricetta veneta, veronese in particolare, o almeno così la cucinavano mia mamma e mia nonna. Ho scattato una foto del piatto ed ho pensato di inviarti la ricetta per il blog condiviso. Ho usato ortaggi di stagione acquistati da un piccolissimo fruttivendolo che ho scoperto da poco. Il risultato è un piatto invernale tipico della tradizione veneta e contadina. Spero ti sia utile per il blog!

Proprietà degli ortaggi e ricetta:

Il cavolo verza è un tipico ortaggio invernale, molto usato nella cucina povera dell'Italia settentrionale. In Veneto si dice che la verza vada raccolta dall'orto dopo le prime gelate perchè così risulta più dolce e tenera. La verza, come tutti i cavoli, contiene molte sostanze benefiche, in particolare è molto ricca di vitamina A, vitamina C, vitamina K e di elementi minerali come potassio, fosforo, ferro, calcio, zolfo.
Tutti gli appartenenti alla famiglia del cavolo portano in media 30 Kcal per 100 g di prodotto e danno un buon senso di sazietà. Il modo migliore di cucinarli per usufruire di queste sostanze è cuocerli a vapore o consumarli crudi in insalata.
Il radicchio rosso tardivo è una pregita varietà di cicoria gustosa e croccante dal tipico sapore leggermente amarognolo. Ottimo al forno, grigliato e fresco in insalata. E' ricco di proprietà anti infiammatorie e antiossidanti, inoltre contiene vitamine A, B1, B2, ferro e calcio.

VERZE STUFATE (verze in teja)
Ingredienti:
un cavolo verza medio-grande
2 spicchi d'aglio
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiai di aceto di vino bianco
un abbondante pizzico di pepe
acqua o brodo vegetale q.b.

Preparazione:
togliere le foglie esterne della verza (potete riutilizzarle tagliate a pezzi in una minestra), tagliare le altre foglie a striscioline eliminando il torsolo, lavarle sotto l'acqua corrente, scolarle e trasferirle in una capiente pentola aggiungendo tutti gli altri ingredienti più un mezzo bicchiere d'acqua o brodo (se usate il brodo già salato dimezzate la quantità di sale iniziale). Lasciate cuocere coperto a fuoco lento per circa un'ora, un'ora e mezza, aggiungendo liquido al bisogno.

Servite le verze stufate calde, accompagnate da  polenta fumante e da un'insalata di  radicchio tardivo condita con sale, pepe, olio e aceto balsamico.
Buon appetito!

martedì 10 febbraio 2015

I codici delle uova

Sembra incredibile, ma c'è ancora qualcuno che non si è accorto che le uova acquistate riportano stampigliato sul guscio un codice. Oppure, se anche l'hanno visto, non si sono posti il problema di capire di che cosa si tratta.
Io non compro uova da quasi un anno. Prima me le passava la mia vicina di casa, che ha circa 30 galline, poi ho deciso di prendere delle galline mie.
Ve le presento: Rosita, Bianca e Vladimir.

da sinistra: Bianca, Vladimir e Rosita
Non immaginavo che le galline potessero avere una personalità e un carattere ben definito, ma vi assicuro che è così. Vladimir, per esempio (il nome inganna ma è una gallina!!!) è curiosissima, appena trova la porta di casa aperta si intrufola subito. Quando porto la pappa, con piccoli voli cerca di afferrare il cibo prima che lo metta nella mangiatoia.
Bianca è timidissima. Sta sempre in disparte, spesso razzola tutta sola soletta, è molto elegante e signorile, mai scomposta, educatissima.
Rosita fa tutto quello che fa Vladimir, la segue come un' ombra anche se non riesce ad essere altrettanto indiscreta. E' quella che dimostra meno carattere di tutte ma fa delle uova enormi!!!
E poi allevarle è davvero facilissimo. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovarci il pollaio bello e pronto, ma per chi vive in campagna e ha un pezzo di terra, esistono anche pollai prefabbricati in legno davvero molto carini.


Le galline poi mangiano di tutto. Le mie in particolare mangiano granaglie miste, scarti di verdura (quindi le foglie più esterne dei cespi di insalata, la parte scartata dei finocchi, gli avanzi dei cavolacei...), le nostre rimanenze di pane e pasta e poi, per il resto, si arrangiano.
Siccome razzolano tutto il giorno nell'aia, dove hanno a disposizione uno spazio vastissimo con anche un prato, mangiano tutto il giorno non so bene cosa. Insetti forse, ma anche erbette, germogli e forse sassolini.
...E pensare che avevo paura delle galline!!! Adesso le adoro. le prendo in braccio senza difficoltà e a volte anche le coccolo! Mio marito e i miei figli mi prendono in giro, ma io non posso non dare loro una carezza o scambiare quattro chiacchiere!!!

A volte mi viene da pensare alle galline degli allevamenti... e qui si ritorna al discorso dei codici!
Le uova parlano perchè quel codice contiene importantissime informazioni che noi non possiamo ignorare.
Ecco un esempio di codice.


Il primo numero indica il tipo di allevamento e, a mio parere, è l'informazione più importante.
Ci sono quattro tipo di allevamento:



Le due lettere che seguono indicano il paese di provenienza delle uova. In questo caso Italia.
I tre numeri che seguono indicano il Comune di produzione, seguiti da due lettere che indicano la Provincia. nel nostro caso Treviso.
Gli ultimi tre numeri indicano l'allevamento.
E poi naturalmente abbiamo la data di scadenza.


Quando ancora non avevo le mie bellissime galline, quando acquistavo delle uova prediligevo sempre quelle con il codice 0 (si trovano anche al supermercato!!!) o se proprio non le trovavo, prendevo quelle con il codice 1. Se non c'erano ne' queste ne' quelle, non compravo le uova!!!
Ma perchè, direte voi?
Analizzate attentamente queste immagini.


Qualche volta sulle confezioni di certi prodotti trovate scritto "con uova di galline allevate a terra", come se questo fosse un vanto... ma non lasciatevi ingannare.
In realtà l'allevamento a terra è una bufala, perchè se è vero che le galline non stanno in gabbia, però vivono in capannoni chiusi senza accesso all’esterno, la densità di popolazione è di circa 12 galline per metro quadrato al massimo (e non ho dubbi che gli allevatori raggiungano sempre questa densità massima!!!). Le galline hanno difficoltà a muoversi, non vedono mai la luce del giorno, le luci elettriche sono sempre accese e viene loro tagliato il becco per evitare che si feriscano a vicenda.
E vi siete mai chiesti che cosa mangiano? Non oso immaginarlo. O quanti medicinali vengono somministrati a queste povere creature?
Bello vero? Ma dove sta il vanto?
Per non parlare poi dell'allevamento in gabbia! Qui il livello della nostra barbarie ha superato ogni limite. Le galline vivono in gabbiette piccolissime, il loro spazio vitale è minore di un foglio A4, le gabbie sono impilate una sull'altra fino a sei piani, le gabbie sono stipate in capannoni con ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione di uova, le galline non possono muoversi, non possono battere le ali, si feriscono le zampe perchè non hanno un fondo morbido su cui posarsi, non hanno un nido per fare le uova o un posto dove dormire, anche a loro viene tagliato il becco per non farsi del male a vicenda e siccome sono sfruttate all'osso, spesso si ammalano e muoiono molto prima di quanto la natura ha stabilito. Cosa mangeranno? Tartufi sicuramente!!! E quante medicine anche a loro verranno somministrate? E poi, vi siete mai chiesti che fine fanno, negli allevamenti di galline ovaiole, i pulcini maschi?
Scusate, ma io queste uova non le voglio mangiare e spero che da oggi le rifiutiate anche voi.
Mi chiedo poi quanto queste uova possano essere sane!!!
Se sempre più persone richiederanno uova biologiche o uova di galline allevate all'aperto, alla fine gli allevatori dovranno adeguarsi alla richiesta, ma se noi continuiamo ad acquistare ciecamente uova con codice 2 o 3, questi tipi di allevamenti continueranno ad esistere.
Io vorrei un mondo popolato da galline felici!!! 
E' un sogno?

A presto
Francesca

lunedì 9 febbraio 2015

Parliamo di insalata in busta

Confesso, anche io ogni tanto le ho comprate ma da quando ho l'orto e ho scoperto che fuori da casa mia il vigneto mi regala quantità industriali di valerianella selvatica, ho smesso di acquistarle.
A dire il vero, non mi sono mai particolarmente piaciute, ma sono pratiche e veloci.

Pratiche e veloci... paroline magiche che sembra aprano la porta ad un sacco di aberrazioni alimentari. Pratici e veloci sono anche i surgelati, i precotti, i saccottini magici, i preconfezionati... ma che prezzo paghiamo in termini di salute in cambio della praticità e della velocità?

Ecco qui le prime righe di un articolo trovato sul sito associazionedifesaconsumatori

INSALATE IN BUSTA, IL GRANDE IMBROGLIO
Si scrive “pronte da consumare”, si dovrebbe leggere “lavare accuratamente prima di consumarla”. A dispetto delle indicazioni riportate sulle confezioni, le insalate in busta – tagliate, lavate e asciugate – richiedono un ulteriore lavaggio domestico. Necessario per diluire la carica microbica.

Uno studio pubblicato dal settimanale il Salvagente e condotto dall’Università di Torino su 100 buste di insalata pronta ha infatti denunciato elevate quantità di microrganismi di varia natura. Una carica che in pochi giorni cresce in misura esponenziale. Con due conseguenze: un aumentato rischio di tossinfezione alimentare quando sono presenti microrganismi patogeni; e un deperimento del prodotto in tempi troppo rapidi, ben prima della scadenza indicata sulla confezione in 5-7 giorni.

Cliccate qui se volete leggere l'articolo completo.

Capisco che tanta gente va di fretta... il lavoro, la famiglia, gli impegni... ma non venitemi a dire che non avete una decina di minuti a disposizione per prepararvi da soli una insalata fresca!Non ci credo!!!
E non parliamo poi del costo! Al chilo l'insalata in busta costa molto ma molto di più della stessa insalata comprata fresca e sfusa.

Io personalmente amo tantissimo le insalate, altrimenti il blog non si sarebbe chiamato così!!!, e mi piace mescolarle tra loro.
Ho la fortuna di lavorare a Udine nei pressi di Piazza XX Settembre, dove ogni mattina c'è un mercato diverso. Il lunedì e il giovedì, in particolare, c'è il Mercato della Coldiretti che porta avanti il progetto di Campagna Amica.


I banchetti sono molto piccoli, a volte con pochi prodotti, ma vi renderete conto all'istante che sono tutti prodotti di stagione e assolutamente freschissimi. La frutta e la verdura viene raccolta la sera prima per essere venduta la mattina dopo. E dietro ai banchetti spesso c'è lo stesso agricoltore, colui che quelle stesse verdure le ha seminate, curate, viste crescere e raccolte.
Clicca qui per accedere al sito della Fondazione Campagna Amica e clicca qui per sapere se c'è vicino a casa tua un mercatino di Campagna Amica.
Ogni volta che riesco, appena esco dal lavoro, mi fermo ad un banchetto e compro della verdura fresca. Compro anche l'insalata. Adesso che è inverno, trovo le insalate amare con la radice ma anche insalate più dolci, variegate, tenere tenere.


Una volta a casa ci metto davvero poco a lavarle perchè non bisogna star tanto a selezionare. Sono talmente fresche e belle che il lavoro è velocissimo.


Una veloce asciugatura, nella terrina, un po' di olio EVO, un po' di aceto di mele, poco sale e l'insalata e pronta.
Buonissima, fresca e sana.
E adesso ditemi voi se a questa insalata meravigliosa, raccolta il giorno prima, fresca e croccante preferite questa...

... che magari arriva da lontano, non si sa bene quando è stata raccolta ed è rimasta chiusa non si sa bene quanto tempo dentro un sacchetto di plastica.
Be, io non ho dubbi su quale sia la mia preferenza!!!

Alla prossima
Francesca

sabato 7 febbraio 2015

Inizia una nuova avventura

 foto da web
Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantasei anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli con marito e due figli adolescenti e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di  "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!

E poi attraverso questo blog voglio lanciare un'iniziativa un po' folle, lo so, ma che sono certa potrà avere successo: l' INDEPENDENCE DAY, ossia la Giornata dell'Indipendenza alimentare. Per un giorno tutto quello che mangeremo sarà rigorosamente autoprodotto, dai biscotti per la colazione, alla pasta del pranzo, al pane della cena... Fra pochi giorni posterò il REGOLAMENTO della giornata e anche il Banner relativo. Sarà a maggio o a giugno e sarà una domenica. Ma di questo vi parlerò un'altra volta.

Per il momento direi che può bastare. A presto con le prime ricette, i primi articoli, le prime interviste e le prime idee... sempre con il vostro aiuto e consiglio.

Un bacio a tutti
Francesca