IL BLOG CONDIVISO

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantasette anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli con marito e due figli adolescenti e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, fare delle interviste, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!

giovedì 19 marzo 2015

Votiamo ogni giorno

Riporto qui un interessantissimo articolo scritto da  Viviana  del blog "Non solo botte" ( clicca qui ).
Ho deciso di pubblicarlo perchè spiega in modo molto efficace quanto le nostre scelte possano influenzare il mercato e l'economia. Noi possiamo fare e dobbiamo fare la differenza, ogni giorno!!!
Grazie Viviana.
 
Tutti noi votiamo ogni giorno. Non recandoci alle urne, naturalmente, ma attraverso le scelte - apparentemente anche più insignificanti - che facciamo; scelte che magari non condizionano direttamente chi ci governa e siede nei palazzi della politica, ma che hanno un'ampia eco sul mondo degli affari
Come consumatori, infatti, abbiamo un enorme potere, anche se spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto e lo esercitiamo con leggerezza. 
Un paio di esempi possono aiutare a capire meglio il concetto: recentemente la catena di fast food più famosa al mondo, McDonald's, ha annunciato che anche in Italia arriveranno presto dei panini vegetariani. Il McVeggie - questo il nome della pietanza mordi e fuggi senza pezzi animali tra le fette di pane - già spopola in India, dove anche per scelte religiose sono moltissimi i vegetariani, ed è entrato a far parte in pianta stabile anche nei menù della Germania. Difficile credere che il consiglio direttivo della colossale catena alimentare sia di colpo diventato "amico degli animali"; è più verosimile che non desideri perdere la sempre crescente fetta di mercato costituita da vegetariani e vegani
Un discorso similare si può fare anche per prodotti prima del tutto assenti sugli scaffali dei supermercati e che hanno poi fatto la loro comparsa, divenendo via via più numerosi: dai detersivi bio ai cosmetici non testati sugli animali (dal 2013, poi, un regolamento europeo ha vietato la commercializzazione di tutti i prodotti cosmetici testati sugli animali), dagli alimenti per celiaci alle scatolette di tonno pescato senza nuocere ai delfini, passando per le uova provenienti da allevamenti in cui le galline razzolano a terra ed il thè del mercato equo e solidale, giusto per fare qualche esempio. Ed il discorso non si chiude certo in ambito alimentare: moda, costi di produzione e diritti dei lavoratori sono altri punti focali del mercato.

Sono, questi, fatti che non riguardano soltanto l'Italia, bensì il mondo intero: basti pensare, ad esempio, che in Cina già da alcuni anni è diminuito in modo considerevole il consumo di zuppa di pinne di squalo, piatto dall'antica tradizione ma che alimenta l'orribile fenomeno del finning: i giovani sono più sensibili alle tematiche ambientali ed il mercato si adegua all'esigenza. Discorso del tutto similare anche per quanto riguarda la carne di cane e gatto: un numero sempre crescente di giovani cinesi - complice anche l'aumentato benessere del Paese - considera questi animali come cuccioli d'affezione e non come una possibile pietanza
Ci piace l'aceto in bottiglie di plastica o vogliamo quello in vetro? Usiamo olio estratto da olive coltivate in Italia o d'importazione? Mi interessa che chi ha colto il caffè che bevo al mattino abbia un giusto compenso oppure no? E la soia dei miei hamburger vegetariani, da dove arriva? Queste non sono domande inutili, come abbiamo visto, e men che meno inutili sono le risposte, capaci di modificare il mercato mondiale. Tanto che, per quanto riguarda la scelta operata da McDonald's, c'è già chi sostiene che sia meglio un hamburger ricavato eticamente da un bovino al pascolo piuttosto che un veg burger ottenuto da una distruttiva piantagione di soia intensiva e magari OGM.

Viviana

9 commenti:

  1. Sono perfettamente d'accordo. Abbiamo un grande potere e sono molti quelli che non se ne rendono conto...quindi direi "non mangiamo da McDonald's!!"

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    1. Ci sono andata da McDonald's poche volte in vita mia e sempre in occasione di compleanni di amichetti dei miei figli, quando erano più piccoli.
      Loro stessi si rendevano conto della scarsa qualità degli alimenti e mio figlio, che è piuttosto attento e molto schizzinoso, spesso lasciava tutto nel piatto (o meglio, nel vassoio e nella ciotola di cartone). Non ci siamo più tornati!!!
      Bacioni
      Francesca

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  2. Beh, io l'articolo l'ho scritto, quindi è ovvio che sia d'accordo... ;-) Il fatto è che le nostre scelte di consumatori, per quanto piccole possano sembrare, hanno davvero un grande potere ed arrivano a modificare non soltanto il vastissimo mondo dell'agroalimentare, ma anche, ad esempio, quello dell'abbigliamento o dell'editoria. Il Mercato, con la M maiuscola, spesso visto come una divinità sovrana, è in realtà in potere dei consumatori, che operano le loro scelte e fanno tremare anche colossi.Amazon se ne sta accorgendo all'estero, ad esempio.

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    1. Grazie Viviama per avermi permesso di ripubblicare il tuo articolo qui. E' davvero interessante quello che scrivi e credo che sia tempo che tutti noi ci rendiamo conto dell'immenso potere che abbiamo.
      L'idea di Independence Day nasce proprio da questa convinzione!!!
      Un abbraccio
      FRancesca

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    2. Ma figurati Francesca, grazie a te. Hai visto cosa ho preparato oggi, piuttosto in linea con l'Independence Day (anche se non conosco la provenienza della farina e dell'amido di riso, porca miseria, ma qui nei dintorni non ci sono mulini...), per festeggiare l'arrivo della primavera? ;-)

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    3. Ciao Viviana, io sono andata direttamente a vedermi al tua ricetta, adoro i dolci e uso la farina di riso...proverò sicuramente a fare i tuoi biscotti!!

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    4. Ciao Oriana! Caspita, che bello!, chi l'avrebbe mai immaginato che i miei biscotti di primavera sarebbero arrivati fino in Svezia?! Ne sono onorata! Provali e poi, se ti va, fammi sapere che ne pensi lasciandomi un commento. Ciao e buona giornata! :-)

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  3. Questo argomento sul potere dei consumatori è così complesso che anche se uno cerca di essere un "buon consumatore" non si è mai sicuri che le scelte fatte siano quelle corrette benché pensate e ragionate. Quello che osservo è che la consapevolezza su quale cibi comprare e quali no aumenta, sempre più persone sono attente a cosa scegliere negli scaffali dei prodotti alimentari, ma quando si passa ai vestiti, mobili, biancheria per la casa ecc sono pochi quelli che si pongono delle domande anche perché forse molti pensano che sia difficile trovare delle risposte. E moltissime volte sono sincera è difficile risalire all'origine di un prodotto, sapere se chi lo ha prodotto ha condizioni lavorative accettabili o è sfruttato. Tutto questo discorso è così complesso che alcune volte solo a pensarci mi fa stare male e il pensiero che moltissimi neanche si pongano la domanda mi fa stare ancora peggio!!

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  4. Effettivamente dovremmo cercare di rinunciare un po' a certe abitudini comode per porci qualche domanda. Grazie per l'articolo.

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