IL BLOG CONDIVISO

Ciao a tutti, mi chiamo Francesca, ho quarantasette anni, vivo sui Colli Orientali del Friuli con marito e due figli adolescenti e sono appassionata di orto, frutteto e cucina naturale.
Con questo blog vorrei tentare un esperimento di "Blog Condiviso", ossia uno spazio virtuale dove non scriverò solo io ma anche voi. Voi infatti potrete scrivere articoli sulla sana alimentazione, fare delle interviste, inviarmi delle ricette di cucina naturale corredate anche da foto che poi io posterò, potrete segnalarmi mercatini o iniziative, convegni o tavole rotonde, corsi o incontri... insomma tutto quello che ha a che fare con la sana alimentazione, l'autoproduzione, la stagionalità, il buon cibo.
Faccio tutto questo perchè credo nella forza della rete e so che attraverso questo strumento potrò (potremo!!!) essere di stimolo e di aiuto per cercare una strada alternativa alla grande distribuzione, ai precotti e preconfezionati, ai surgelati e alle fragole cilene mangiate in pieno gennaio!!!

sabato 26 settembre 2015

TORTA DI MELE INTEGRALE - ricetta di Giorgia

Ecco a voi un'altra ricetta di Giorgia: una torta di mele assolutamente da provare, con farina integrale, mandorle e noci. Solo leggere la lista degli ingredienti e immaginarne il sapore mi fa venire l'acquolina in bocca.
Ma ecco cosa scrive Giorgia, del blog "Laboratorio Oltremare" - CLICCA QUI .

Ciao Francesca, ciao amici di Un tuffo nell'Insalata!
Questa settimana ho voluto salutare l'inizio dell'autunno con uno dei dolci classici di questa bella stagione, un dolce semplice, rustico, amato da tutti: la torta di mele!
Ho deciso di utilizzare due farine integrali, invece della farina bianca, per dare alla torta un sapore più intenso e genuino. Il risultato mi è piaciuto molto e la torta è sparita in poche ore!
 
 
Ingredienti
- 4 mele dolci
- 125 g di farina di frumento integrale
- 125 g di farina di farro
- 50 g mix mandorle e noci sgusciate
- 100 g di zucchero di canna integrale
- 120 g di olio di semi
- 3 uova (galline allevate a terra, bio)
- succo e scorza di un limone (bio, non trattato)
- un cucchiaio di cannella
- una bustina di lievito per dolci
- un pizzico di sale
Preparazione:
preriscaldare il forno a 170°; sbucciare le mele e tagliarle a dadini o fettine, metterle in una ciotola cospargendole con il succo di limone, un cucchiaio di zucchero di canna e mezzo cucchiaio di cannella in polvere. Con un coltello o un frullatore ridurre le mandorle e le noci  a pezzetti (non farina). Unire le uova e lo zucchero e sbattere con le fruste elettriche, aggiungere l'olio di semi, la scorza di limone, continuando a sbattere. Un po' alla volta unire le farine, il pizzico di sale, la cannella rimasta, il lievito ed infine la frutta secca spezzettata. Mescolare bene e porre in una teglia foderata con carta forno o imburrata ed infarinata. Cospargere la superficie della torta con un cucchiaio di zucchero di canna. Infornare a 170° per circa 35-40 minuti.
 
 
Un dolce profumo di mele e cannella si spargerà per tutta la casa facendovi apprezzare l'arrivo della stagione autunnale.

Alla prossima ricetta!
Giorgia

mercoledì 23 settembre 2015

Buon autunno con il melograno

Per dare il benvenuto all'inizio ufficiale dell'Autunno, ecco per tutti voi un articolo di Nicoletta (del blog L'Ordine Segreto delle Cose: CLICCA QUI)
Anche a me piace molto questo frutto, ma non l'ho mai spremuto. Io in generene lo spilucco mangiando tutto, anche la parte più dura. Grazie per l'articolo e BUON AUTUNNO A TUTTI.


Adoro questo frutto : il Melograno. Aspetto sempre con ansia che l'albero di mamma maturi per sgranare e deliziarmi dei suoi chicchi. e del succo  vitaminico... ho letto alcune ricette interessanti che lo prevedono: il risotto, gli involtini di carne, ecc...
Io e la mia scricciola ieri pomeriggio ce lo siamo gustato spremuto e senza aggiungere lo zucchero...
 
 
Il succo di melograno è un'eccellente sorgente di vitamina C  e di vitamine del gruppo B, di potassio e di notevoli quantità di polifenoli antiossidanti. La caratteristica principale della melagrana è l’elevato contenuto di flavonoidi che lo rendono uno dei frutti più ricchi di antiossidanti che si trovano in natura. I flavonoidi, infatti, sono sostanze altamente antiossidanti che contrastano i radicali liberi (responsabili non solo dell’invecchiamento ma anche di diverse malattie tra le quali i tumori), ritardano l’invecchiamento cellulare e svolgono una funzione protettiva sul cuore e sulle arterie.

 
Nicoletta
 
 
Che altro aggiungere, Nicoletta? Niente, se non la mia impazienza per la maturazione dei frutti dell'albero della mia vicina. Lei non li raccoglie, li regala agli amici e ai parenti, ma quest'anno ne ha promessi un po' anche a me!!!
Un bacio a tutti

Francesca
 

venerdì 18 settembre 2015

Facciamo scomparire lo zucchero...

Voglio sottoporre alla vostra attenzione questa interessante intervista a Franco berrino. E' un po' lunga ma vale la pena. (QUI per accedere all'intervista originale )


Lo zucchero e i dolcificanti artificiali andrebbero tolti dalla dieta. E questo non vale solo per i diabetici, ma per tutti noi. Franco Berrino, epidemiologo ed esperto di correlazione tra cibo e tumori, ci spiega perché zucchero & co. andrebbero fatti sparire al più presto dalla nostra alimentazione quotidiana.

Oggi il diabete è un problema grave?
Non è grave, è gravissimo. Prima di parlare di diabete, però, bisogna capire cosa sia la sindrome metabolica, che significa avere 3 o più di questi sintomi: girovita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne; ipertensione arteriosa superiore a 130 (massima) e 90 (minima); glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl; colesterolemia superiore a 200 mg/dl; trigliceridi superiori a 150 mg/dl. Chi soffre di sindrome metabolica ha un rischio di 5 volte superiore di ammalarsi diabete.

Lo zucchero è dannoso? Qual è la correlazione tra consumo di zucchero e diabete?
Il saccarosio, cioè lo zucchero, è composto da glucosio e fruttosio. Lo zucchero è dannoso non tanto perché fa alzare la glicemia, ma in quanto contiene fruttosio, che ostacola il buon funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove viene bruciato per produrre energia. Inoltre il fruttosio, contrasta la leptina, l’ormone che toglie il senso di fame e ci avverte di non mangiare più se non ne abbiamo più bisogno. Il diabetico non dovrebbe mangiare né zucchero, né fruttosio, né dolcificanti artificiali.

Altri alimenti da evitare?
Lo sciroppo di glucosio-fruttosio, che deriva dal mais. È il peggio del peggio ed è fra le principali cause di obesità negli Stati Uniti. Le industrie alimentari lo usano perché costa meno dello zucchero, si amalgama più facilmente agli altri ingredienti e rende più facile ottenere prodotti soffici. Se trovate scritto in etichetta “sciroppo di glucosio-fruttosio” non comprate quel prodotto. Ad esempio, se a Natale volete mangiare il panettone, andate dal panettiere e fatevelo preparare come si faceva una volta.

Sciroppo d’agave?
Anche in questo caso, meglio evitare. Lo sciroppo d’agave è composto al 95% da fruttosio e polimeri del fruttosio; questi ultimi andrebbero bene, ma il fruttosio libero no.

E il miele?
Il miele contiene glucosio e fruttosio libero, oltre a sostanze con valore terapeutico, basti pensare che le nonne consigliavano latte e miele per il mal di gola. È meglio dello zucchero, però comunque è molto forte. Se dovete dare una fetta di pane integrale con il miele ai vostri bambini non fatelo la mattina, ma dopo la partita di pallone, quando non c’è più traccia di zucchero nei muscoli e l’aumento di glicemia non sarà così dannoso.

Cosa ne pensa degli edulcoranti artificiali?
Le bevande zuccherate e le bevande edulcorate artificialmente fanno venire il diabete. Uno studio su 100 mila insegnanti francesi ha dimostrato che anche chi assumeva bevande “ZERO”, cioè senza zucchero, ma con edulcoranti artificiali, si ammalava di più di diabete. Questi dolcificanti non fanno “sballare” la glicemia, ma aumentano l’assorbimento del glucosio. Lo stesso probabilmente vale per la stevia, di cui oggi si parla tanto. La questione cruciale è proprio l’intensità di gusto dolce: nell’intestino abbiamo sensori per il gusto che quando arrivano sostanze centinaia di volte più dolci dello zucchero fanno aprire le porte per l’assorbimento del glucosio. Paradossalmente la glicemia potrebbe salire di più se dolcifichiamo con la stevia - 200 volte più dolce - che con lo zucchero.

Con cosa possiamo sostituire lo zucchero?
Su questo punto vorrei essere chiaro: non si tratta di trovare un sostituto, ma di abituarsi a gusti meno dolci. Ciò vale per tutti, non solo per i diabetici. Chiediamo all’industria alimentare di almeno dimezzare l’intensità di dolce dei prodotti.

Però i dolci sono buoni...come si fa a preparare dolci a basso indice glicemico?
Con la frutta secca, ad esempio: l’uvetta sultanina, le albicocche secche possono essere ottimi dolcificanti. Anche una mela o una pera sono naturalmente dolci e possono entrare a far parte di un dessert. Ogni tanto si possono utilizzare i malti - di riso o d’orzo - che contengono maltosio e maltodestrine, che hanno sì un indice glicemico elevato, ma il vantaggio di non contenere il fruttosio. L’importante è che siano accompagnate da un grasso, come un buon olio di oliva o una crema di mandorle, noci o pistacchi, che rallentano la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.

Ci suggerisce una ricetta semplice?
Ad esempio mescolare farina di mandorle, un pizzico di sale e purea di batata - la patata dolce americana - o composta di mele, farne dei biscotti da far asciugare al forno. Oppure far cuocere il miglio nel succo di mela, sempre con un pizzico di sale, farne delle palline e poi rotolarle nel cacao amaro. Ricordate che nei cioccolatini sono latte e zucchero a far male, non il cacao.

Qualche altro alimento da evitare?
La farina 00 è uno dei principali veleni della nostra alimentazione. L’industria e la grande distribuzione preferiscono la farina 00 perché non va mai a male. Meglio consumare farine integrali o semi integrali. Facciamo il pane come una volta, con il grano macinato, acqua e poco sale.

Si fa abbastanza a livello mondiale per combattere il diabete?
Qualcosa si sta muovendo. Penso ad esempio alla campagna di Michelle Obama Let’s move! e all’annuncio del Department of Agricolture americano, che ha dichiarato che entro due anni sarebbero stati tolti dalle mense scolastiche i cibi che avessero come primo ingrediente un cereale raffinato. Non so se queste misure abbiamo avuto successo, ma sono iniziative meritevoli. La strada, però, è ancora lunga e c’è bisogno di svegliare le coscienze, difendendo la salute al di là degli interessi dell’industria alimentare.

Come deve essere un’alimentazione sana?
È molto semplice: deve basarsi su cereali integrali, legumi, verdura e un po’ di frutta. Attenzione, ho detto “integrali”. Io stamattina ho mangiato una crema di riso e orzo perla, con miso, a pranzo un tortino di miglio con fagioli azuki e lenticchie e a cena una minestra leggera con verdure e un dolce. E poi la pasta e fagioli, che è un piatto meraviglioso della nostra tradizione. Amo il dolce e mangio un dolce al giorno, senza zucchero naturalmente. Mi piace la mela cotta con il kuzu, un amido che si ricava da una radice che vive nelle profondità della terra, oppure i muffin e le crostate senza zucchero, dolcificate con albicocche secche, frutta e uvetta sultanina.

Proteine animali proprio mai?
Diciamo che non sono integralista. Ad esempio a Pasqua ho mangiato un uovo, ma era l’uovo di una gallina felice. Poi , quando vado sull’Himalaya, mi capita di mangiare il pollo, ma anche in questo caso si tratta di un animale che ha vissuto libero all’aperto. Oggi l’allevamento intensivo è terribile e sottopone gli animali a condizioni dolorose e innaturali. E il prodotto di un animale che ha vissuto in quel modo non è salutare per l’uomo. Non ne faccio tanto una questione di etica, ma di buon senso.
Che senso ha mangiare cibi innaturali?

Vegetarianesimo, veganesimo, macrobiotica, attenzione al biologico...cosa ne pensa?
Sono movimenti che stanno sensibilizzando le persone sulla necessità di diminuire il consumo di carni rosse, di eliminare gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri o coltivati con l’utilizzo di pesticidi. Ma come dicevo non sono un fanatico di niente, perché per stare bene dobbiamo essere flessibili e ogni tipo di rigore non fa bene alla salute. Alcuni vegetariani, ad esempio, non mangiano correttamente perché eccedono nel mangiare latticini, alcuni vegani mangiano troppi zuccheri. Benissimo essere vegetariani o vegani, ma con competenza e criterio.

Già che abbiamo toccato l’argomento, di latte e latticini cosa ne pensa?
Che bisogna andarci piano. Non ci sono raccomandazioni nel Codice Europeo contro il Cancro che riguardano i latticini, perché gli studi scientifici non sono univoci, ma non dimentichiamo che il latte che beviamo oggi non è lo stesso che c’era una volta. Oggi le nostre mucche sono nutrite con cibo proteico per giungere a produrre fino a 50 litri di latte al giorno, fino a 100 litri se trattate con l’ormone della crescita, illegale in Europa, ma i NAS sanno bene che succede. Non ho niente contro il latte vero, ma contro il latte falso sì. Poi bisogna smetterla con le pubblicità che dicono che bere latte e mangiare latticini previene le fratture: non è vero, nessuno studio scientifico ha confermato questa tesi.

Quali sono i cibi che ingrassano di più?
Le patatine fritte dei sacchetti, le patate, i salumi, la carne, le bevande zuccherate, le farine raffinate e i dolciumi commerciali. E poi bisogna sempre stare attenti alla quantità, anche un cibo “sano”, se mangiato in eccesso, ingrassa. Per restare sani è bene rispettare la varietà dei cibi che la natura ci offre.

Cos’è per lei la salute?
La capacità di reagire ai cambiamenti dell’ambiente esterno e di adattarci, la capacità di essere flessibili e di vivere in armonia con la natura.

Si fa abbastanza nelle scuole?
No, e purtroppo nelle scuole si vedono sempre più distributori automatici che contengono bibite zuccherate, dolcificate, patatine e cibo spazzatura. Lancio un appello: bisogna introdurre l’educazione alimentare nelle ore di lezione di bambini e ragazzi e, soprattutto, bisogna tenere le industrie alimentari fuori dalle scuole. I Governi non devono delegare i programmi di educazione alimentare alle industrie.

Un caso positivo che fa sperare?
Posso fare l’esempio di Milano Ristorazione, che fornisce ogni giorno più di 80 mila pasti ai al giorno, tra cui molti nelle scuole. Ha tolto il prosciutto cotto dai menù, ha ridotto la carne da 12 a 8 volte al mese, ha introdotto il pane e la pasta integrali e biologici, le carote e le finocchi a spicchi prima del pasto, due minestre di legumi e un tortino di legumi a settimana. Un bel passo avanti, bisogna continuare su questa strada.

Ma si può conciliare la logica del profitto con la sana alimentazione?
Con la logica del profitto fine a se stesso no, ma con la logica del giusto profitto sì. Cambiare è possibile e bisogna crederci, lavorare e avere speranza. Ad esempio si può studiare un modo alternativo di conservare carni e salumi, senza usare i nitriti, che sono dannosi. Penso ad esempio alla foglie di shiso, che contengono un naturale potere conservante e vengono utilizzate per l’umeboshi, un popolare condimento della cucina giapponese. Le soluzioni ci sono, basta volerle trovare.

mercoledì 16 settembre 2015

PEPERONI RIPIENI VEGETARIANI - una ricetta di Giorgia

Il mio appello, per fortuna, non è rimasto inascoltato. Ecco che arriva la prima ricetta da Giorgia, del blog Laboratorio Oltremare ( clicca QUI ).
Grazie Giorgia per aver ascoltato il mio SOS. Aspetto altri contributi, mi raccomando.
Bacioni
Francesca

Cara Francesca e cari amici, oggi vi propongo i peperoni ripieni gratinati al forno, un  colorato piatto vegetariano.
 
 
Ingredienti (dosi per 2 persone)
- due peperoni gialli e rossi
-verdure miste tagliate a cubetti (carote, zucchine, patate, piselli, olive nere...)
-uno scalogno
-250 g di ricotta di pecora
-parmigiano
-pan grattato
-timo fresco
-sale e pepe
- olio extra vergine d'oliva
Pulire i peperoni e dividerli a metà; tagliare tutte le verdure a cubetti, affettare lo scalogno e metterlo a rosolare in una padella con un filo d'olio. Unire le verdurine allo scalogno aggiungendo sale e pepe,  far cuocere per circa 10 minuti. Nel frattempo salare la parte interna dei peperoni, accendere il forno a 180°. Una volta pronte, mescolare le verdure ai 250 g di ricotta, 3 cucchiai di parmigiano, 3 cucchiai di pan grattato, timo fresco, quindi amalgamare bene e farcire i mezzi peperoni con il composto. Disporli in una teglia da forno cospargendoli con altro pan grattato, parmigiano ed un filo d'olio. Infornare per circa 25-30 minuti a 180° fino a doratura.
Servire i peperoni caldi o tiepidi insieme a contorni di stagione.
Buon appetito!

lunedì 14 settembre 2015

AIUTOOOOO


Mi sento sola...
Ragazze, collaboratrici, amiche e amici che leggono questo blog... lancio un appello!!!
Ho bisogno di voi!
Questo piccolo spazio virtuale non può vivere senza collaboratori. Da sola non riesco a mandarlo avanti come vorrei, con tanti articoli sulla sana alimentazione, tante ricette semplici e genuine, le interviste alle persone che riteniamo possano essere per noi degli esempi da seguire e tanto altro ancora.
Ho davvero bisogno di voi, delle vostre idee, della vostra fantasia e delle vostre ricette di famiglia o delle vostre personali scoperte... altrimenti, che BLOG CONDIVISO e'????
Capisco che il momento iniziale dell'entusiasmo è finito, ma è adesso che ho più bisogno di sostegno.
Allora, siete con me?
Vi aspetto.

Francesca


venerdì 11 settembre 2015

TORTA AL CIOCCOLATO FONDENTE - una ricetta di Francesca

Il gran caldo è alle spalle... anzi, vi dirò che dormo già con una copertina e la sera vado in giro con un maglioncino.
Ed è per questo che vi voglio proporre una deliziosa torta di cioccolato che è un po' il mio "cavallo di battaglia", una torta che vi assicuro non avanzerà MAI!!!
Ecco gli ingredienti:

150-180 gr di cioccolato fondente
150 gr. di burro
200 gr. di zucchero
5 uova
2 cucchiai di farina
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaino di cacao
sale

Sciogliete il burro e il cioccolato a bagnomaria. Separate le chiare dai tuorli, quindi montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto schiumoso.A quel punto unite la farina, il latte , il cacao, il cioccolato che avete sciolto insieme al burro e una presa di sale.
Quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, unite le chiare montate a neve fermissima, con grande delicatezza e con movimenti lenti dal basso verso l'alto.
Versate in uno stampo da 25-30 cm imburrato e infarinato e cuocere per 45 minuti a 160°.


Quando la torta è fredda, spolverizzate con zucchero a velo e servitela con panna montata fresca.
Sentirete che roba!!!! Io impazzisco per questa torta!!!
Se deciderete di provarla, fatemi sapere.
Un bacione

Francesca